Editoriale: “Figli di uno spread minore”


“Un’ ansia da spread” ha invaso il vecchio continente e gli Italiani sono i maggiori contagiati per ora. Ad Ogni ora della giornata siamo raggunti dagli aggiornamenti delle quotazioni dello spread che, altro non è che il differenziale tra  i rendimenti dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, ritenuti i più affidabili.  Giusto per rimanere in tema e per soddisfare al dovere di cronaca, possiamo felicemente comunicare che nella giornata di ieri, 1 dicembre, la tensione sugli spread europei BTp-Bund a quota 455. Stando al Sole 24 ore, l’intervento delle banche centrali per ridare liquidità ai mercati ha avuto ieri un effetto positivo soprattutto sul mercato obbligazionario con un allentamento della tensione sugli spread in tutta Europa.

Ma oggi venerdi 2 dicembre come andrà? E già, si vive alla giornata. Al bar si parla di spread, dal macellaio di parla crisi e di default, ogni luogo è consono per scambiarsi opinoni su recessione e  alta finanza. Siamo un popolo che si è veramente evoluto ed oggi possiamo fregiarci di non essere solo un popolo di Santi, Navigatori, e Poeti ma  anche di Finanzieri.  A parte gli scherzi e le facili ironie. E’  il momento di   di porsi delle domande e soprattutto che i nostri rappresentanti politici e tecnici diano delle risposte oneste anche se brutali.

Ma dove ci porterà la politica europea? quale saranno gli effetti di un eventuale ritorno alle monete sovrane europee? Quanto impiegheremo a rialzarci?

Dovremo prepararci al peggio! Non so cosa vuol dire, non ne comprendo gli effetti immediati ma temo che sarà molto doloroso per la maggior parte di noi, italiano e risparmiatori. Proprio i nostri risparmi e quelli dei nostri padri che dalla fine degli anni ’50 del secolo scorso hanno iniziato a “mettere da parte per noi”, senza immaginare minimamente, che stavano risparmiando per lo Stato e tutti quei “delinquenti incapaci ed arraffoni” che hanno seduto i più alti scranni delle istituzioni politiche, finanziarie e economiche, serviranno a pagare i debiti italiani e l’uscita dalla Crisi. Intendiamoci, da questa crisi per noi sarà dolce e sfrenata ricchezza e potere per altri.

 

Lamberto Colla

Immagine: fonte Intesa san paolo

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