Pacchetto Latte – Il Ministro Catania illustra il provvedimento

Roma 23 febbraio 2012 – Il progetto di regolamento definito “Pacchetto latte” si configura, sul piano giuridico, come una modifica del regolamento del Consiglio europeo 1234/2007, relativo all’Ocm unica, da adottare secondo la procedura di codecisione prevista dal Trattato sul funzionamento dell’unione europea. Il ministro Catania ha spiegato, durante una conferenza stampa, quali sono i punti fondamentali del regolamento.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ha, il 23 febbraio nel corso di una conferenza stampa, illustrato il ‘pacchetto latte’ il progetto di regolamento contrattuale dei
prodotti lattiero-caseari approvato a Bruxelles.

Il progetto di regolamento definito “Pacchetto latte” si configura, sul piano giuridico, come una modifica del regolamento del Consiglio 1234/2007, relativo all’Ocm unica, da adottare secondo la procedura di codecisione prevista dal Trattato sul funzionamento dell’unione europea.

Gli aspetti salienti del provvedimento possono essere così riassunti.

1) Riconoscimento delle organizzazioni professionali e interprofessionali
Viene introdotto l’obbligo, per gli Stati membri, di riconoscere le organizzazioni professionali di produttori di latte, costituite su iniziativa dei produttori, che perseguono determinate finalità definite dal regolamento.

2) Negoziazione del prezzo del latte
Il ruolo innovativo conferito alle organizzazioni professionali è costituito dalla negoziazione del prezzo del latte in deroga alle norme sulla concorrenza.
La negoziazione del prezzo può avere luogo indipendentemente dalla proprietà del latte da parte delle organizzazioni professionali.
Ogni organizzazione professionale può negoziare un quantitativo di latte non superiore al 3,5% della produzione comunitaria e al 33% della produzione dello Stato membro in cui avviene la negoziazione (45% per Stati membri che non producono più 500.000 Tonn.).
Il rispetto delle percentuali è monitorato dalla Commissione.
I quantitativi di latte negoziato non devono essere coperti da vincoli di conferimento con altre organizzazioni professionali o cooperative.

3) Programmazione della produzione dei formaggi Dop e Igp
Gli Stati membri, su richiesta di un’organizzazione di produttori riconosciuta o di un’organizzazione interprofessionale o di un gruppo di operatori, potranno adottare norme per consentire, per periodi limitati non superiori a 3 anni, comunque rinnovabili, la programmazione della produzione dei formaggi protetti da denominazione di origine o indicazione geografica.
Le regole di programmazione dovranno essere concordate tra le parti interessate.
L’accordo dovrà coinvolgere almeno due terzi dei produttori di latte o loro rappresentanze che esprimono almeno i due terzi del latte utilizzato per la produzione del formaggio in questione e, se del caso, almeno due terzi dei produttori del formaggio in causa che rappresentino almeno i due terzi della produzione del quel formaggio nella zona di produzione.
La programmazione non deve prevedere la fissazione di prezzi, non deve causare penuria del prodotto, non deve creare discriminazioni, costituire barriere nel mercato o ledere i piccoli produttori.

4) Clausole di salvaguardia per interrompere eventuali distorsioni di concorrenza
La Commissione potrà intervenire per intimare allo Stato membro l’abrogazione di norme di programmazione non compatibili con il diritto comunitario o che creano distorsione di concorrenza.

5) Deleghe conferite alla Commissione
La Commissione adotterà, con atti delegati, norme per il riconoscimento di organizzazioni professionali e interprofessionali transfrontaliere, le regole per l’assistenza amministrativa e le regole per il calcolo dei volumi di latte coperti da negoziazione.

6) Comunicazioni alla Commissione in materia di latte raccolto
A partire dal 1° aprile 2015 sono previste comunicazioni obbligatorie delle quantità di latte raccolto da parte dei primi acquirenti. Le modalità di comunicazione saranno stabilite con atti esecutivi.

7) Obbligo di contratti scritti
Gli Stati membri possono imporre contratti scritti per le consegne di latte e/o obbligare l’acquirente a fare un’offerta scritta per i contratti di fornitura.
I contratti devono indicare il prezzo pattuito, che può essere fisso o indicizzato, il volume di latte interessato, la durata, i termini di pagamento, gli accordi per la raccolta e la consegna nonché le clausole applicabili in causa di forza maggiore.
Per quanto concerne la durata del contratto gli Stati membri possono prevedere una durata minima del contratto di almeno 6 mesi o far includere nell’offerta scritta da parte dell’acquirente l’indicazione di una durata minima di almeno 6 mesi.
L’allevatore potrà rifiutare la fissazione di una durata minima e negoziare liberamente questo elemento con l’acquirente ferma restante la libera negoziazione di tutti gli altri aspetti.

8) Entrata in vigore
Il regolamento sarà pubblicato probabilmente a marzo 2012 ed entrerà in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione.

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FONTE Agricoltura On Line

 

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