Parmigiano Reggiano 12 mesi: – 9%


Ismea, 28 febbraio 2012. L’ottava settimana di calendario ha evidenziato un mercato sottotono per i due grana a denominazione. La piazza di Mantova ha mostrato quotazioni in calo su entrambe le Dop. Nello specifico il Parmigiano Reggiano 1 anno cede al mercato 5 centesimi del proprio valore (9,75-9,95 euro al chilo), della medesima entità i cali riportati dal Grana Padano 4-12 mesi. Più contenute, invece, le flessioni mostrate dal Padano 12-15 mesi (-0,34% rispetto alla settimana precedente).

Per ciò che concerne il Parmigiano Reggiano, sulla piazza di Parma, per la varietà a minor stagionatura si evidenzia un’erosione dei listini di 5 centesimi relativamente alla quotazione massima, mentre mantiene inalterati i corsi il 24 mesi. Più consistenti i cali nel modenese dove entrambe le stagionature di questa Dop arretrano i propri corsi, rispettivamente di 10 centesimi al chilo il 12 mesi e di 5 centesimi al chilo il 24 mesi.

Come evidenziato nel bollettino della settimana precedente, Ismea,  ha rilevato che rispetto al medesimo periodo dello scorso anno il prezzo medio del Parmigiano Reggiano 1 anno ha subito una flessione tendenziale di oltre il 9%, mentre per il Grana Padano stagionatura 4- 12 mesi, la contrazione dei listini ha raggiunto l’1%.

Nel corso della settimana il mercato delle materie grasse si è mostrato piuttosto calmo con listini cedenti sulla maggior parte dei centri di scambio monitorati. Nello specifico lo zangolato retrocede i propri corsi di 5 centesimi a Reggio Emilia, Parma e Milano, dove su quest’ultima tocca il valore di 1,90 euro al chilo. Riesce a confermare i precedenti valori solo Mantova chiudendo le contrattazioni a 2,20 euro al chilo. Dopo l’adeguamento tecnico concordato ad inizio mese pari a 0,35 euro al chilo e non applicato comunque da tutte le piazze, le quotazioni hanno mantenuto un andamento flessivo, pur mantenendo gli scambi nella norma per il periodo.

Si concretizzano ribassi anche per la crema di latte sul centro di scambio di Milano, che perde ulteriori 4 centesimi sulla rilevazione precedente; per questo prodotto si è passati in poco più di un mese da una quotazione pari a 1,70 euro al chilo a quella della settimana corrente a 1,58 euro chilo, con una riduzione di prezzo pari al 7%.

FONTE ISMEA

 

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