GRANA: aumentano le preoccupazioni degli operatori per i ribassi dei prezzi

Le preoccupazioni degli operatori sono rivolte all’aumento della produzione che pare mantenersi, anche in questi primi mesi, sui livelli registrati nello scorso anno. Nonostante i dati dell’export si stiano mantenendo su livelli discreti, il decremento dei consumi interni è acclarato, con il rischio di innescare nuovamente una crisi del settore. Molta attesa è riposta nell’attuazione del “pacchetto latte” che con l’attuazione delle norme previste potrebbe venire in aiuto alla filiera.

A chiusura del mese di febbraio le rilevazioni all’origine dei due formaggi grana a denominazione hanno mostrato un andamento ancora flettente. Le flessioni più marcate per il Parmigiano Reggiano si sono avute sulla piazza Modena, con arretramenti dei listini di 10 centesimi al chilo per il 12 mesi e di 5 centesimi al chilo per il 24 mesi. Più ridimensionati i cali su Milano, dove le perdite di 5 centesimi al chilo si limitano alla sola produzione più giovane, mentre il 24 mesi mantiene inalterati i propri corsi. Fra le altre piazze monitorate mantengono invariate le quotazioni su entrambe le stagionature solo Mantova e Reggio Emilia. Anche il Grana Padano ha registrato una contrazione dei listini che si è tradotto, in questo caso, in perdite di 5 centesimi sui centri di scambio di Cremona e Piacenza relativamente alla produzione 9 mesi e alla produzione 12-15 mesi. Mentre si limitano alla sola produzione più giovane le flessioni registrate sulla piazza di Milano(-5 centesimi al chilo). Conferma i precedenti corsi su tutte le stagionature la piazza di Mantova.

Per ciò che concerne le dinamiche produttive sono stati diramati dal Consorzio di Tutela Grana Padano i dati aggiornati al mese di febbraio 2012. I quali indicano in un numero di forme prodotte pari a 443.630(+11,54% in più su base tendenziale). I dati cumulati al mese di febbraio 2012 evidenziano un aumento sempre su base tendenziale del 10,58%, per un totale di forme prodotte pari a 896.679. Si precisa comunque che il mese corrente è stato di 29 giorni, pertanto un giorno di produzione in più rispetto allo scorso anno.

Inoltre, la settimana appena trascorsa è stata caratterizzata ancora da una congiuntura negativa per il mercato delle materie grasse, su tutte le principali piazze. Tutte le tipologie di burro retrocedono i propri corsi di 10 centesimi su ogni singolo centro di scambio.

Da segnalare, inoltre, ulteriori flessioni della crema di latte a Milano scambiata a 1,54 euro al chilo (-2,5% rispetto alla settimana precedente).

FONTE ISMEA

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