Editoriale: “N€urozone”

La Grecia è stata salvata. Questo è il messaggio che i vari ministri delle economie stanno trasmettendo nelle diverse lingue. Il collocamento degli swap ellenici si è concluso con pieno successo e i 130 miiardi di debito verso i creditori internazionali sono stati allocati. Ma, alle esultanze dei rappresentanti governativi, non fa eco altrettanto entusiasmo popolare. Narcotizzati dalle difficoltà quotidiane, il popolo greco non riesce a gioire. Troppe volte in questi ultimi 12 mesi, la popolazione ellenica, è stata oggetto di stimoli contrastanti, minacciata da acronimi incomprensibiki – swap, psi e cac, una epidemia contagiosa, sconosciuta e senza vaccino.  Significativo il cartello esposto durante una delle ultime violente manifestazioni che enunciava di “non essere piu’ aiutati”.

A 10 anni dall’ingresso della moneta unica, la situazione economica della Grecia e il disagio sociale che manifesta è il primo segnale di quanto sia stato mal gestito l’euro e ancor peggio come, da parte di certi stati, Italia compresa, mal gestita la negoziazione e la preparazione alla moneta unica.

A  sacrifici si sono aggiunti sacrifici. Dall’una tantum per entrare in eurozona, alla perdita di valore d’acquisto dovuto al tasso di conversione (1936,27 lire per 1 euro) alla incapacità di controllo dei prezzi nei primi anni post ingresso e per finire, una incapacita’ europea di gestire la forza monetaria nel contesto internazionale.

Un impatto terribile, quello dell’euro, sui bilanci familiari. Nel decennio appena concluso, l’inflazione accumulata ha segnato un  +21,6%, le materie prime e gli alimenti di base hanno registrato aumenti spaventosi, così come pure le tariffe dei servizi pubblici.

A guardare la tabella pubblicata da “Il Mondo”, nel numero del 13 gennaio 2012, viene da rabbrividire. Il latte fresco aumentato del 52% (gli allevatori di quanto ne hanno beneficiato?), il pane del 78%, il quotidiano del 55%, la saponetta del 116%, il bollettino postale del 42%, la giocata minima del Lotto del 94%, la Pizza Margherita del 153%, i biscotti dietetici del 113%, l’RCAuto del 98% e il biglietto dell’autobus il 29%. Ma tra le utility dobbiamo citare: Riscaldamento: +62%, Luce: 64%, gas per cucina: 56%, Acqua: 81%, affitto: 87% e la palma d’oro va alla  Nettezza urbana: 133%. Tralascio ogni commento.

Quali possano essere le soluzioni per portarci fuori da questa situazione disastrosa non è dato a sapere. Quello che, sino ad oggi, i nostri delegati al Governo sono riusciti a fare, poteva essere predisposto da un qualsiasi ragioniere di prima assunzione: prelevare – per non utilizzare altri vocaboli..- anche direttamente e senza chiedere permesso dalle tasche e conti correnti di tutti i virtuosi. Per gli spendaccioni e truffatori e i veri evasori speriamo, giunga anche il loro momento.

di Lamberto Colla

Parma, 10 marzo 2012

 

 

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