Via libera al progetto “Tessere la legalità”. Saliera: “Insieme per rafforzare la nostra resistenza”

Parma  13 marzo 2012 –  Costruire un sistema di rilevazione informatico finalizzato a prevenire l’infiltrazione mafiosa nei circuiti legali del sistema socio-economico parmense con particolare attenzione al settore delle compravendite immobiliari; dare vita a una serie di incontri formativi e informativi per amministratori, dirigenti e funzionari pubblici sui temi dell’infiltrazione mafiosa; attivare quattro laboratori tematici continuativi presso istituti provinciali di secondo grado, uno dei quali con studenti di informatica per la progettazione del data-base di cui al primo punto.

Sono questi i quattro punti del progetto “Tessera la legalità” sottoscritto oggi da Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore alle Politiche della sicurezza della Regione e da Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma, alla presenza del Prefetto della città ducale Luigi Viana. Il progetto rientra all’interno dell’attività di collaborazione prevista dalle legge regionale 3/2011, la legge “antimafia della Regione, e vi collaborano, oltre a Regione, Provincia e Prefettura, anche i Comuni parmensi e l’Acer.  Il contributo della Regione al progetto è pari a 31.000 euro.

Il commento

“Con molta soddisfazione abbiamo sottoscritto questo accordo perché – spiega Saliera – si tratta di rafforzare gli elementi di resistenza che sono presenti nelle nostre comunità, di sottrarre alla mafia quelle risorse sociali di cui ha bisogno per radicarsi ed espandersi, di disfare quella rete di relazioni che consente di costruire imperi finanziari ed egemonie culturali attraverso la pratica dell’illegalità.
Una pratica che, nei territori come il nostro, è sicuramente meno violenta che nelle aree di infiltrazione tradizionale, ma non per questo meno subdola e pericolosa”. Questo lo spirito dell’accordo, sottolinea Saliera: “Vogliamo agire come ‘animatori sociali’ della reazione alla mafia, sollecitando altre amministrazioni locali e il resto della società civile a tenere alta l’attenzione su questi fenomeni e a cooperare con le altre istituzioni dello Stato”.

 

FONTE ERMES

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