Congresso FLI. FINI: modernizzare la repubblica

 

Pietrasanta  17 Marzo 2012 – Si conclude, con la palese emozione del “leader” del movimento, il congresso nazionale di Futuro e Libertà . Sul palcoscenico del Teatro di Pietrasanta, moltissimi hanno voluto intervenire per ribadire la necessità del cambiamento e l’orgoglio di appartenere alla nuova formazione  guidata da Gianfranco Fini. una formazione politica che deve portare le idee dal basso verso l’alto e, come ha inteso più volte sottolineare il presidente della Camera,  non chiamiamolo partito, ci vuole la organizzazione certo, ma chiamiamolo movimento.”  Il “movimento” nasce  sulla necessità di premiare la meritocrazia a diffrenza della “nomenclatura” tipica del vecchio partitismo. Incita a fare la scelta di modernizzare la Repubblica, la “terza repubblica”. “Sta crescendo nella società – ha sostenuto Fini – uno spazio largo per una nuova aggregazione politica: chiamatela Polo della Nazione, Alleanza per l’Italia, Unione civica. Non mi interessa come battezzarla e certo non la battezzeremo da soli”. “Dobbiamo dare vita, prosegue Fini, a un sintesi delle diverse esperienze da cui tutti noi proveniamo e possiamo riuscire,  se saremo umili e determinati e e consapevoli,  al rinnovamento della repubblica. ” in sintesi, il movimento deve essere inteso come “cantiere aperto” a tutti quelli che hanno voglia di lavorare con l’obiettivo di modernizzare la repubblica. Il presidente della Camera, ovviamente, apre il capitolo della questione morale del Paese e sulla necessità di totale trasparenza della amministrazione pubblica come se fosse “una casa di vetro”. “E’ arrivato il momento che chi è condannato paghi, nella pubblica amministrazione e nella politica a maggior ragione”, “chi è condannato in primo grago, non può andare in lista elettorale”. In conclusione un accenno alla questione del lavoro e dell’art. 18 è d’obbligo, visto il clima incandecente di questi giorni e l’importanza dell’argomento.

“Convengo con le parole di ieri di Monti ,  tutti devono fare un piccolo passo indietro e  lasciare qualcosa sul tavolo” e con l’occasione ricorda che l’indomani sarà la il decimo nniversario della morte, a opera delle nuove brigate rosse, di Marco Biagi il giuslavorista ucciso a bologna mentre rientrava in casa. Per Fini, l’articolo 18 deve rimanere solo in caso di licenziamenti discriminatori.

Infine incita all’azione e chiede “coraggio nella innovazione”, di rischiare e di esplorare, quindi impegno politico.

di Virgilio

 

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