Alimentari e viaggi, cresce il low cost

I discount coprono quota 10% del venduto. Si risparmia su pappa Fido. Turismo in recessione

ROMA 23 aprile 2012 – Carrello della spesa sempre piu’ leggero per le famiglie italiane che fronteggiano la crisi tagliando la spesa alimentare: nel 2011 i consumi sono scesi oltre 4 punti sotto il livello del 2000, dice Federalimentare in un rapporto illustrato in occasione della presentazione di Cibus (7 al 10 maggio a Parma).

E il 2012 dovrebbe recare, secondo le stime, un ulteriore taglio delle vendite di 2 punti percentuali. A fronte di tutto cio’, aumenta invece la spesa low cost: l’incidenza dei discount nell’universo dei canali distributivi nazionali si avvicina ormai al 10% dl venduto.

CRISI TAGLIA ANCHE PAPPA A FIDO, -4,1% NEL 2011 – La crisi taglia anche la pappa di Fido. Nel 2011, il calo di produzione dell’industria alimentare ha segnato -1,5% sull’anno precedente.

Alcuni comparti hanno segnato cali marcati, come ad esempio lo zucchero (-28,9%), i gelati (-8,8%), il pane (-7,9%) ma anche l’alimentazione animale (-4,1%) e i succhi di frutta (-3,3%). In netta controtendenza invece, la lavorazione del pesce (+4,5%) e poi le bevande: in particolare, il vino (+2,3%), le acque minerali e bibite analcoliche (+2,3%), la birra (+2,0%).

L’appuntamento con la ripresa è comunque rimandato: il 2012 dovrebbe mostrare, infatti, secondo Federalimentare, “un nuovo assestamento in basso della produzione, anche se meno marcato di quello registrato a consuntivo 2011”.

TURISMO IN RECESSIONE ZAVVORATO DA CALO DOMANDA – “I primi tre mesi dell’anno certificano come il turismo italiano sia in recessione, zavorrato dal drastico crollo la domanda italiana”. Lo ha affermato il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca a Taormina incontrando i giornalisti a margine dei lavori della 62/a assemblea nazionale dell’associazione. I dati delle presenze alberghiere dei primi tre mesi del 2012 hanno fatto segnare un calo del -3,5% delle presenze italiane rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre al contempo c’é stata una forte crescita degli stranieri (+9,1%) nei pernottamenti.

I dati dei primi tre mesi dell’anno indicano sul fronte dei collaboratori alberghieri anche un calo generalizzato del meno 2,5 per cento con una flessione del 2,3 per i lavoratori a tempo indeterminato ed un parallelo decremento del 2,7 per i lavoratori a tempo indeterminato. Bocca ha sottolineato come “il calo delle presenze ha costretto le imprese a razionalizzare anche i costi di gestione, intervenendo sulle assunzioni sia tempo indeterminato, sia a tempo determinato dei nostri collaboratori”.

Fonte ANSA 23 aprile 2012

Torna su