PARMIGIANO-REGGIANO: nella 2° settimana di maggio non accenna a diminuire la rincorsa al ribasso.

Roma  13 maggio 2012 –  

Mercato alla produzione

La seconda settimana di maggio ’12 non denota nessun cambiamento di rotta per i caseari manifestando, ancora una volta, la difficoltà del momento per i formaggi grana a denominazione e per gli altri prodotti del comparto.

I due grana Dop infatti, sembrano non riuscire a rallentare il calo costante dei prezzi all’origine che dura ormai da diversi mesi.

Il Grana Padano Dop, accusa arretramenti di 5 centesimi per tutte le stagionature sulla piazza di Mantova e sempre di 5 centesimi cedono i listini a Cremona, limitatamente però, alla varietà 9-12 mesi. La sola a veder confermati i valori di questa Dop è la piazza di Milano. 

Per il Parmigiano Reggiano Dop, sulle piazze emiliane solo quella di Reggio Emilia segna per questa ottava il segno invariato. Nel modenese subisco forti cali le produzioni 12 e 18 mesi che cedono al mercato 10 centesimi del proprio valore, mentre la produzione 24 mesi arretra i listini di 5 centesimi al chilo. Dinamiche opposte quelle mostrate sul centro di scambio di Parma, dove è lo stagionato 2 anni che segna le maggiori perdite toccando una quotazione media di 11,10 euro al chilo, mentre per quella più giovane si registra un aggiustamento al ribasso solo per la quotazione massima. Le cause che hanno indotto il mercato dei formaggi grana a questo stato di sofferenza sono molteplici. Gli operatori di mercato trovano nel rallentamento dei consumi e nell’andamento economico generale non favorevole la principale causa di questa congiuntura negativa.

Inoltre, dopo un lungo periodo di sostanziale stabilità, vanno segnalati arretramenti dei corsi anche per il gorgonzola fresco che su Novara subisce flessioni 5 centesimi, portandosi a 3,78 euro al chilo. Congiuntura di segno negativo valore, mentre la produzione 24 mesi arretra i listini di 5 centesimi al chilo. Dinamiche opposte quelle mostrate sul centro di scambio di Parma, dove è lo stagionato 2 anni che segna le maggiori perdite toccando una quotazione media di 11,10 euro al chilo, mentre per quella più giovane si registra un aggiustamento al ribasso solo per la quotazione massima. Le cause che hanno indotto il mercato dei formaggi grana a questo stato di sofferenza sono molteplici. Gli operatori di mercato trovano nel rallentamento dei consumi e nell’andamento economico generale non favorevole la principale causa di questa congiuntura negativa.

Inoltre, dopo un lungo periodo di sostanziale stabilità, vanno segnalati arretramenti dei corsi anche per il gorgonzola fresco che su Novara subisce flessioni 5 centesimi, portandosi a 3,78 euro al chilo. Congiuntura di segno negativo Dop che lascia al mercato ben 10 centesimi rispetto alla precedente ottava.

Zangolato di creme fresche 

Andamento sempre calmo anche per il mercato dello zangolato che registra una decisa diminuzione dei corsi in questa ottava, arrivando a quotare 1,28 euro al chilo a fine settimana sul centro di scambio di Reggio Emilia (-5,2% rispetto alla settimana precedente).

Congiuntura flessiva anche quella palesata sui mercati lombardi, con arretramenti nei listini di ulteriori 5 centesimi al chilo rispetto a sette giorni fa.

Riguardo al trend dei prezzi medi mensili di questo prodotto, le costanti flessioni riportate nel corso delle ultime ottave rilevate, hanno fatto retrocedere le quotazioni medie di aprile 2012 a 1,58 euro al chilo, riportando una flessione tendenziale del 37%.

Produzione Gorgonzola

Gli ultimi dati a disposizione del Consorzio di Tutela evidenziano un aumento del numero di forme pari allo 11,4% (aprile 2012 rispetto ad aprile 2011).

Considerando anche il dato cumulato gennaio- aprile 2012 rispetto medesimo periodo del 2011, con un numero di forme pari a 1.399.132 l’aumento produttivo risulta essere del 4,2%.

FONTE ISMEA

www.cibusonline.net cibus@nuovaeditoriale.net

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