11 settembre 2001: il mondo è cambiato di nuovo.

Parma, 10 settembre 2012

2983 vittime dirette, ma ancora oggi continuano a morire i pompieri e i volontari che parteciparono ai soccorsi a causa delle esalzioni che respirano. Alcuni studi indicano in circa mille i decessi post evento e tra i 20.000 e i 40.000 i volontari e lavoratori che hanno subito interventi sanitari. Sono numeri enormi che avrebbero potuto essere alemno decuplicati se gli uffici del word trade center fossero stati a pieno regime. Un colpo terroristico magistrale che ha dimostrato a tutto il mondo quanto siano fragili le difese e le sicurezze. Un colpo che ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia difficile combattere il terrorismo utilizzando le regole convenzionali. Un colpo che ha innescato una reazione contro l’Afganistan producendo una escalation di morti impressionante, sia tra gli eserciti ma anche tra i civili.

Una data, l’11 settembre, che gli americani non possono dimenticare e che rimarrà a segnare l’ennesimo radicale cambiamento.  Un decennio, quest’ultimo che ha visto la nascita e la crisi dell’EURO, la guerra in Afganistan, la “primavera araba” che solo in Siria sta, ad oggi, registrando 27.000 vittime, lo Tssunami in Giappone con annessa catastrofe nucleare. Undici anni di terrore universale. E la uccisione di Bin Laden non è stata, quantomeno in europa, vissuta come una vittoria contro il male, quanto piuttosto come l’ennesima escuzione sommaria. Una prova di inciviltà del mondo che si autodefinisce civile. Una brutta pagina di storia che ci potevamo risparmiare.

 

Rimarranno i grandi dubbi su Bin Laden, i talebani e gli appoggi esterni, rimarranno i dubbi sulla morte del re del terrore, rimarranno i dubbi su tante altre cose, ma la certezza è che tanti innocenti, ricchi e poveri, sono stati accomunati e ancora per molto lo resteranno, dal medesimo destino: la morte. Dietro ogni vittima, sforziamoci di pensare,  c’era un mondo di idee, un piccolo o grande progetto da realizzare e persone da amare. Nessuna delle vittime aveva scelto di morire.

 

di lamberto colla

 

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