Il “Robin Hood” (inverso) nostrano tra lusso e mancati controlli.

La notizia è sicuramente molto forte. Di quelle che ti fanno pensare: “meno male che ci sono le fiamme gialle”, “ma guarda che truffatore!”. A me invece fa venire altri pensieri. Possibile che si intervenga sempre, anche nelle questioni più palesi, sempre a posteriori? Magistratura e finanza stanno “rivoltando come un calzino vecchio” i parlamentini regionali di mezz’Italia, gli esercenti pubblici di località di lusso e perseguendo i possessori di SUV. Intanto qualcun altro si può permettere di fare tutto l’illecito alla luce del sole.

100 milioni di € sottratti pro domo sua!

Giuseppe Saggese, 52enne pugliese ma adottato da Rapallo, la splendida cittadina rivierasca ligure, padre padrone di Tributi Italia Spa, è stato arrestato, per la terza volta, nelle scorse ore. La società a lui riconducibile, si suppone, dovesse godere di grande stima, specchiata trasparenza e inossidabile e rigorosa capacità operativa se, ben 400 comuni italiani, le avevano affidato la riscossione dei propri tributi. Piccoli ma anche importanti amministrazioni si erano affidati alla “galassia saggese” per incassare ICI, Tarsu, Tosap ecc… Da Bologna a Priolo Gargallo (Siracusa), da Chiavari a Trezzano sul Naviglio hanno contribuito alla “bella vita di Saggese”.

Lusso sfrenato e sponsor

Oggi emerge che il “signorotto di Rapallo” si poteva permettere yacht, aereo, supercar e succulente cene a Portofino con centinaia tra amministratori pubblici e dirigenti. Eventi organizzati per “promuovere” e conseguentemente espandere l’influenza di Tributi Italia Spa. Ma un buon imprenditore non può farsi mancare la partecipazione a sponsorizzazioni sportive. Nel levante ligure è noto il sostegno al Chiavari Nuoto, con oltre 300 mila euro di finanziamenti, e al Sori (GE). Intanto, però, la Società Tributi Italia Spa era  in liquidazione e i quasi mille dipendenti venivano man mano licenziati e posti in cassa integrazione.

Già arrestato nel 2001 e nel 2009 

Già era stato arrestato a Pomezia il 14 luglio del 2001. All’epoca Saggese era titolare della Publiconsult, società che faceva parte dell’Aser, l’azienda a capitale pubblico-privato per la riscossione dei tributi comunali. Era finito di nuovo ai domiciliari il 29 aprile del 2009 nell’ambito di una inchiesta della magistratura di Velletri per un presunto giro di ammanchi dei quali sarebbero state vittime numerosi comuni  laziali.

Conclusione

I segnali forti erano palesi da 11 anni, A nessuno, tra revisori contabili e l’esercito di controllori statali era sorto il legittimo dubbio? C’era da attendere che sparissero 90  milioni di euro per intervenire? Sarebbe opportuno che tutta la verità e la filiera delle connivenze venisse rintracciata e perseguita. Che, finalmente, si lascino stare gli onesti e si perseguano i disonesti.

 di Lamberto Colla

 

 

 

Torna su