Cereali: mais ancora in discesa. Frumenti, solo il duro scende

Mais

Ancora in discesa 

Anche la prima settimana di ottobre si è chiusa segnando una flessione per il granturco Ibrido Nazionale, a causa di una offerta disponibile al collocamento delle merci ed una domanda dimostratasi ancora debole.
Nel dettaglio il prodotto, sulla scia dei problemi legati alla presenza di aflatossine, all’arrivo di merce estera offerta a prezzi competitivi e, non ultimo, con le operazioni di trebbiatura ancora in corso, ha perduto l’1,3%, scendendo a 243,80 €/t.
Cedenti, seppure in maniera più lieve, anche le quotazioni di orzo ed avena nazionali, rispettivamente -0,4% e -0,3%.
Sul fronte dei mercati esteri, prezzi in discesa per il mais durante tutta la settimana al Chicago Board of Trade.
Per quanto concerne invece l’andamento del mais negli USA, le operazioni di raccolta procedono speditamente e si considerano ultimate sul 70% del totale seminato.

(Fonte Ismea)

Frumenti

Pochi gli scambi. Valori invariati

Anche la prima settimana di ottobre, nel complesso, è stata caratterizzata da un limitato numero di scambi.
Per il frumento tenero, nel dettaglio, ad eccezione di una sola variazione sulla piazza di Grosseto (per la tipologia Fino), il prodotto non ha evidenziato altre modifiche chiudendo le contrattazioni con un prezzo medio di 269,15 €/t, (appena il -0,03% rispetto ai sette giorni precedenti).
Trend diverso per il frumento duro che ha invece registrato flessioni su diversi centri di scambio monitorati, scendendo a 278,78 €/t, -0,6% sull’ottava precedente.
All”ingrosso, ancora stabilità per le farine di frumento tenero e, in linea con l’origine, contrazione del -0,4% per le semole di duro.
Infine, sul fronte dei mercati esteri, perdite quotidiane per il frumento durante tutta la settimana al Chicago Board of Trade..

(Fonte Ismea)

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