Con una mano regalano, con l’altra fan… “MANBASSA”

Sono le tre del mattino del 10 ottobre quando il premier entra in conferenza stampa per annunciare i vari regalii che, “finalmente”, il Governo ha provveduto a elargire. Con enfasi, dopo otto ore di consiglio, superMario sottolinea come abbia giovato la politica d’austerità e come questa abbia consentito di passare alla ridistribuzione di risorse alle fasce di reddito più basse. 

(-) meno un punto percentuale sull’IRPEF

Viene ridotta l’aliquota sul primo e sul secondo scaglione: dal 23 scende al 22%, dal 27 al 26%. Il costo per la riduzione della prima aliquota, che si applica su tutti i redditi, è di 4 miliardi, quello del secondo scaglione vale un altro miliardo. Sotto i 7.500 euro, che è la soglia di no tax area, non accade nulla. Tutelati anche i redditi fino a 15.000 euro che non verranno toccati nemmeno nelle detrazioni e nelle deduzioni. Sopra questa soglia, invece, si riduce l’aliquota Irpef, dal 23 al 22% ma scattano i tagli alle agevolazioni fiscali: arriva un tetto di 3.000 euro alle detrazioni e per molte deduzioni (ma non su quelle per la sanità) viene introdotta una omogeneizzazione, con una franchigia di 250 euro.

(+) più un punto percentuale sull’IVA

Non viene eliminato il previsto aumento Iva di due punti. L’aumento viene solo frenato a metà: l’Iva salirà di un solo punto: dal 10 all’11% e dal 21 al 22%.

(-) 50% in meno di permessi per l’assistenza ai disabili

La norma sostanzialmente prevede il taglio della retribuzione per chi assiste i propri genitori disabili con i permessi derivanti dalla legge 104/1992. La retribuzione per i giorni di permesso (3 al mese)  scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l’assistenza ai figli o al coniuge.

solo un po’ d’algebra… 

Non è necessario essere in possesso di titoli accademici e di master  in gestione d’impresa, basta un poco di conoscenze d’algebra ma anche di matematica di base per capire che lo sbilancio è a netto favore dello stato. Quegli stessi cittadini che poche  decine di euro risparmieranno sull’irpef  verranno immediatamente ripresi, “con gli interessi”, attraverso il solo aumento dell’Iva.

Conclusione

Un paio di settimane fa avevo fatto un titolo nel quale enunciavo l’ipotesi che ci prendessero “in giro”. Oggi ne ho una ulteriore conferma. Preoccupa invece il malumore diffuso, in tutti i ceti sociali, per il perseguire costantemente gli onesti con tasse e balzelli e minori vantaggi mentre, al contrario, non si intravede alcuna azione forte verso i ceti più abbienti e i disonesti. La tensione sociale cresce e la politica sta rappresentando il peggio: dagli “arraffoni” alla totale assenza di idee. Ricordatevi, però, il popolo è sovrano!

di Lamberto Colla

 

 

 

 

 

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