Federalimentare IL PROBLEMA DELL’ALIMENTAZIONE GLOBALE

 

lunedì 15 ottobre 2012
“L’industria alimentare si sente parte attiva della risoluzione del problema globale dell’alimentazione”. Lo ha dichiarato il Direttore Generale di Federalimentare, Daniele Rossi, nel contesto del convegno Alimentare la terra. Coltivare il futuro organizzato oggi all’Ara Pacis di Roma dal Ministero degli Affari Esteri e dalla FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Scenari

“Entro il 2030, l”Industria alimentare dovrà nutrire una popolazione mondiale di 8 miliardi di persone con cibo sicuro, nutriente e di alta qualità. Se spostiamo l’orizzonte temporale al 2050, le stime FAO ci dicono che sarà necessario produrre addirittura il 70% di cibo in più per sfamare 9 miliardi di persone, con un aumento dell’11% dei consumi di acqua per usi agricoli e di 120 milioni di ettari di terreno destinato alle produzioni alimentari. Tutto ciò – ha proseguito il DG Rossi – a fronte di 30 mln/ha di terre coltivabili perdute ogni anno, della diminuzione della quantità di terreni agricoli pro-capite da 0,39 a 0,21 ha nel periodo 1960-2007 e di profondi e importanti mutamenti delle abitudini alimentari con l’evoluzione dei Paesi emergenti a più alto tasso di crescita demografica verso nuovi modelli di consumo a maggior utilizzo di risorse ambientali. In questo contesto – ha ricordato Rossi – l’industria è fortemente impegnata sul versante della sostenibilità sin dalla fine degli anni Settanta, attraverso il recupero costante di efficienza produttiva che ha portato a un migliore utilizzo delle materie prime.

Emissioni zero

Negli ultimi dieci anni l’industria alimentare nazionale ha contenuto le emissioni di CO2 di oltre il 30% e ha realizzato un risparmio energetico del 20%. Peso e volume degli imballaggi sono stati ridotti di oltre il 40%, mentre il risparmio idrico ha toccato punte tra il 60 e il 70% in numerose aziende. Inoltre l’industria è in prima linea nel contenimento degli sprechi. Ogni anno in Italia vanno perdute 20 milioni di tonnellate di cibo solo lungo la catena agroalimentare, oltre allo spreco domestico pari a circa il 60% del totale.

Innovazione

Oltre a cooperare nei diversi programmi di distribuzione degli alimenti agli indigenti attraverso il banco alimentare, l’industria promuove la piena utilizzazione dei prodotti ottimizzando packaging e porzioni ed estendendo la durata della loro freschezza. Il settore è impegnato poi nel fornire cibo sicuro, attraverso attività di analisi e di controllo che conta circa 60.000 addetti, il 15 % del totale, con un investimento di oltre 2 miliardi di euro l’anno. Ogni giorno 2 milioni e 770 mila analisi e controlli vengono effettuati dalle circa 6.250 imprese alimentari italiane: una media di oltre 400 analisi giornaliere ad azienda. Tutte esperienze e conoscenze che Federalimentare ha scelto di condividere con la FAO, con la quale ha firmato la Carta di Milano rivista il 24 ottobre 2011, mentre con Expo Milano ha siglato un’intesa nel novembre del 2010 a cui ha fatto seguito il protocollo sottoscritto con il MIUR lo scorso 25 luglio che vede l’Expo e l’educazione alimentare al centro del proprio programma”.

(Fonte FEDERALIMENTARE)

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