Mais in leggera ripresa

Mais

Leggera ripresa 

La seconda settimana di ottobre è stata caratterizzata da una inversione di tendenza per il mercato del granturco Ibrido Nazionale.
Nel dettaglio infatti, dopo diverse settimane contraddistinte da continui aggiornamenti al ribasso, con le ultime rilevazioni si è evidenziato un recupero pari allo 0,7%.
In particolare, la ripresa è emersa sulle piazze di Torino ed Udine, entrambe con scambi più attivi e, sull’ultima in particolare, le ragioni del rialzo sembrano per lo più da ricondursi ad una migliore qualità del prodotto rispetto ad altre zone più penalizzate.
Nel dettaglio, il prezzo medio nazionale si è portato a 245,60 €/t.
In calo invece le quotazioni di orzo ed avena nazionali, rispettivamente, -0,9% e -0,5%.
Infine, per quanto concerne i mercati esteri, al Chicago Board of Trade la settimana è stata caratterizzata da alti e bassi, con una chiusura dell’ottava all’insegna del ribasso, dopo il repentino aumento a seguito della pubblicazione del rapporto USDA di giovedì.
A proposito dei dati USDA, è comunque opportuno sottolineare come gli stock finali di mais siano stati aggiornati in marcato ribasso, sia negli USA (da 18,63 a 15,73 mln/t) che nel mondo (da 123,95 a 117,27 mln/t).

(Fonte Ismea)

Frumenti

Pochi gli scambi. Valori invariati

Mercato nel complesso poco attivo per i due frumenti nazionali monitorati: il tenero ed il duro.
Per entrambi, infatti, l’equilibrio fra domanda ed offerta non ha fatto emergere variazioni sostanziali.
Per il tenero, ad eccezione degli scostamenti emersi su Pescara e Torino, tutti gli altri centri di scambio hanno confermato i precedenti valori.
Segnatamente, il prezzo medio è risultato pari a 268,89 €/t, -0,1% sui sette giorni precedenti.
Condizione analoga per il frumento duro che, ad esclusione degli scostamenti rilevati su Grosseto e Pescara, non ha messo in luce altre modifiche finendo quasi per confermare il valore dell’ottava precedente: 278,63 €/t il prezzo attuale, appena il -0,06% rispetto alla 40ª di calendario.
All’ingrosso, totale stabilità per le farine di frumento tenero (481,25 €/t) e flessione pari al -2% per le semole di duro, scese a 417,33 €/t.
Infine, per quanto concerne i mercati esteri, al Chicago Board of Trade il frumento ha evidenziato alti e bassi, con una chiusura dell’ottava all’insegna del ribasso, dopo il repentino aumento del giovedì seguito alla pubblicazione del rapporto USDA di ottobre che, per il frumento, ha aggiornato al ribasso la produzione mondiale.
Quest’ultima, nel dettaglio, è stata portata da 658,73 mln/t a 653,05 mln/t; così come gli stock, scesi dai 176,71 mln/t di settembre ai 173 di ottobre.

 (Fonte Ismea)

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