UE, presentato studio sui fattori di successo della cooperazione

 Di redazione   28/2/2013  –

Lo studio, condotto da un team di studiosi provenienti da diverse università europee, arriva a conclusioni che attestano ancora una volta tutta la validità e l’efficacia del modello cooperativo. Gardini (Alleanza Cooperative): “Ora la Commissione Europea tenga conto di questi risultati nell’ambito del negoziato ancora aperto sulla nuova PAC”.

 “L’Europa dia ora prova di coerenza e tenga conto dei risultati degli studi che essa stessa commissiona”. A dirlo è il Presidente di Confcooperative e dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Maurizio Gardini a poche ore dalla presentazione dello studio “Support for Farmers’ Cooperatives”, commissionato dalla Commissione Europea per analizzare il ruolo delle cooperative europee all’interno della catena di approvvigionamento alimentare con particolare riferimento ai loro fattori chiave di successo.

Le cooperative sono lo strumento fondamentale attraverso cui gli agricoltori riescono ad ottenere maggiore potere contrattuale all’interno della catena alimentare: è questa la principale conclusione che emerge dallo studio. Un solo esempio tra i tanti: nei paesi in cui più del 50% del mercato è nelle mani della cooperazione, gli agricoltori ricevono su ogni 100 chili di latte, da 2,50 a 4,50 euro in più rispetto ai paesi in cui le cooperative hanno un peso minore nell’industria lattiero-caseario.

“Ci fa enormemente piacere – commenta soddisfatto Gardini – ritrovare in questo studio, condotto da un team di studiosi provenienti da diverse università europee, tutte quelle caratteristiche della cooperazione agroalimentare che noi da sempre andiamo sostenendo. Dati alla mano, lo studio arriva a conclusioni che attestano ancora una volta tutta la validità e l’efficacia del modello cooperativo”.

Ecco le principali caratteristiche che emergono dallo studio: l’importanza della crescita dimensionale e quindi della necessità di proseguire sulla strada delle fusioni, fondamentali per creare economie di scala che vanno a beneficio della riduzione dei costi delle singole imprese. Ancora, la capitalizzazione quale principale sfida per la competitività delle cooperative, poiché garantisce loro maggiore solidità sul mercato del credito. Rispetto infine alla gestione dei rischi, le forme aggregate di gestione dell’offerta si confermano il luogo ideale per gestire strumenti di tipo assicurativo e mutualistico per compensa re perdite derivanti da avversità atmosferiche e andamenti anomali di mercato. Dallo studio della Commissione Europea è inoltre emersa la necessità di una differenziazione nel trattamento della cooperazione nell’ambito della legislazione comunitaria in materia di concorrenza.

“Ci auguriamo ora – così commenta Gardini – che la Commissione Europea tenga conto di questi risultati nell’ambito del negoziato ancora aperto sulla nuova PAC, dando adeguato rilievo ai tanti aspetti positivi della cooperazione che sono emersi”.

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Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Ufficio stampa
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