Cereali, il mercato internazionale visto da un operatore professionale

 

 

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Situazione difficile per…

cambio valute e noli.

 

 

di Virgilio – Parma, 06 Novembre 2013

 

Diversi i fattori di criticità che si riscontrano in questo periodo. Solo per citarne alcuni d’esempio, il rapporto Euro Dollaro che passa dall’1,38 all’1,34 nel giro di pochi giorni e la maggior parte degli operatori concordano che l‘1,38 non fosse un rapporto reale. Le oscillazioni dei noli che per settimane salgono fino a superare i 2.000 punti per poi ritornare rapidamente sino a scendere sotto i 1.500 per poi riprendere, come nelle ultime ore, ed ora l’indice ritorna a crescere, quota 1552 punti.

 

Nel frattempo i premi sul seme e sulle farine non hanno risentito del ridimensionamento. In generale, secondo i dati USDA sulle vendite ed esportazioni sono positivi e  dati sui raccolti in corso in America sono altrettanto positivi. Le previsioni del tempo in Sud America si dimostrano favorevoli per le semine.

Questo confronto di  dati contrastanti determina comunque dei valori di base all’origine accettabili stando alle opinioni dei più rilevanti operatori di mercato.

Sul mercato europeo pende una indagine, partita dalla Romania, su 10 grandi  GRAIN TRADERS per  la fissazione dei prezzi di cartello nel settore dei cereali.

Il Consiglio della Concorrenza, a fine agosto,  ha ispezionato diversi uffici delle principali società nel settore della commercializzazione di cereali. I controlli hanno riguardato i possibili accordi anticoncorrenziali per l’acquisto del grano. Le ispezioni si sono concentrate su 12 sedi e punti vendita a livello nazionale delle imprese   Agricover, Alfred C. Toepfer, Ameropa, Brise, Agricoltura, Brise Group, Bunge, Cargill, Glencore, Nidera e United Grain. I documenti e le dichiarazioni emerse durante le  ispezioni verranno esaminate dall’autorità di regolamentazione. Se essa riscontrerà che  le regole di concorrenza sono state violate, le aziende rischiano multe fino al 10% del  fatturato. Tuttavia, le aziende che collaboreranno con il Consiglio potranno ottenere l’immunità dalle ammende o la riduzione delle stesse. (Fonte confindustria report Romania)

– Analisi sintetica

L’indice dei noli ha ripreso a risalire e quota 1552 punti, il petrolio a 95 dollari al barile e il cambio dollaro a 1,3489 (alcuni prevedono un ulteriore ribasso).

Sul mais estero si stanno registrando diverse anomalie qualitative prevalentemente determinate dal condizionamento della merce che si presenta polverosa, molto spezzata, e con umidità ondivaghe dal 13% al 16,50% meno da tossicosi.

La logistica degli arrivi in gran parte in ritardo, si sta sbloccando per i treni, non ancora per il settore dei gommati, per i noti problemi di non ritorno, specie per le merci in arrivo dall’Est Europa.

 

Sempre ricercato il mais con garanzia di aflatossina B1 uguale o inferiore a 5 ppb. (quasi totale dipendenza dall’estero o dal Piemonte ed alcune zone della Lombardia irrigua),

E sui futuri le posizioni di mais da novembre 2014 a marzo 2015 sono salite a187/188 euro, partenza porto di Ravenna, valori certamente competitivi con i costi interni, e comunque rispetto alle primissime quotazioni in dieci giorni sono salite di 9-10 euro

 

Continua la penuria di far soya 44 e 48, così come per la far colza. Probabilmente tale situazione si procrastinerà per diverso tempo in quanto gli importatori imbarcano e caricano solo sul venduto.

 

Per le bioenergie da segnalare  il fatto che i Biodigestori di grandi gruppi stanno ipotizzando importazioni di nuovi materiali dall’estero e, se questo dovesse andare in porto,  potrebbe determinare problemi sensibili sul mercato interno.

 

Intanto molti areali da granella vengono convertiti pastoni stante l’alta umidità che sconsiglia l’essiccazione, il mercato del pastone gira fra i 130-40 euro partenza base 30-32 di umidità. Questa nuova situazione deve essere ben ponderata dai consumatori di secco.

Nelle prossime settimane si riuscirà meglio a decifrare il  futuro del prezzo del mais contratto 103 sino a 20 ppb, di merce di aflatossina  I consumi attuali sono ridotti e altrettanto è ridotta la raccolta  ne deve arrivare tanta, i consumi sono bassi, ma la raccolta è stata altrettanto bassa, con le bionergie che hanno eroso areali su areali al secco.

Nel frattempo  i cruscami hanno smesso di scendere ma una risalita è sempre in agguato e con essa il probabile innesco di turbolenze sui cerali.

I sottoprodotti quali distiller, corn gluten, piselli, polpe, soffrono principalmente per problemi di logistica quindi, al momento,non sono prevedibili dei cali di prezzo e nel complesso si può prevedere una scarsa presenza fisica di proteine.

 

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