Guerra e Pace. Opposizione e buongusto.

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di Lamberto Colla —

Parma, 17 novembre 2013 –

“Rivolgo il mio deferente omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita adempiendo con onore al proprio dovere, al servizio dell’Italia e della comunità internazionale” – Giorgio Napolitano 

10 anni dopo Nassirya  –

 

Così, il Presidente Giorgio Napolitano, ha voluto commemorare il 10° anniversario della strage di Nassirya, che ricorreva il 12 novembre scorso.  “I caduti che commemoriamo in questa giornata, conclude il Presidente della Repubblica, sono stati interpreti coraggiosi e sfortunati di questo grande impegno italiano. Dobbiamo esserne orgogliosi e tributare loro la nostra riconoscenza per quanto hanno dato”.

Ma nella giornata della commemorazione una vocina usciva dal coro…

«Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell’attacco kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari . A volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice» Con queste parole la deputata del M5S; Emanuela Corda, ha gelato il Parlamento e probabilmente verrà ricordata in futuro: alla stregua di coloro che gridarono 10 100 1000 Nassirya parafrasando la più celebre frase del “CHE”: 10 10 1000 Vietnam.

Volere a tutti i costi essere fuori dal coro non sempre è sintomo di intelligenza. L’opinione personale è sacrosanta e soprattutto quella di un Parlamentare ma il buon gusto dovrebbe essere trasversale ai partiti. Non è perciò indispensabile  fare opposizione a tutto per Default.

Comunque uno la pensi va portato  rispetto al dolore dei familiari che hanno perduto i loro cari  e  altrettanto al diffuso  sentimento di commozione e rabbia per tutti i militari e civili italiani che hanno perduto la vita nei teatri di guerra. Già sono troppi i teatri di guerra che è ben poco “onorevole” contribuire a innescarne uno anche domestico.

La contrapposizione generale e ostinata utilizzata come esclusivo strumento di dialogo politico contribuisce solo al radicamento di posizioni estremistiche, al trasformare il dialogo in “tifo politico” ben poco costruttivo anzi molto destabilizzante. Sarebbe stato bello vedere, almeno nella circostanza commemorativa, tutti i parlamentari accomunati dal medesimo sentimento e orgoglio nazionale. Invece, nemmeno in queste occasioni riescono ad esprime solidarietà e unità nazionale.

Credo ci sia ben poco da sperare nel futuro se il nuovo è quello rappresentato dai pentastellati o quantomeno da quello che stanno dimostrando al governo centrale o periferico come in quel di Parma.

 

Val la pena ricordare che gli italiani massacrati a Nassiriya si trovavano in Iraq nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia“, iniziata il 15 luglio 2003 e terminata il primo dicembre 2006. Una missione di peacekeeping autorizzata dalle Nazioni Unite, conseguente alla guerra avviata dagli Stati Uniti per deporre il dittatore Saddam Hussein.

I militari italiani avevano compiti diversi, tra cui quelli di addestrare le forze di sicurezza irachene. E aiutare, nella vita di tutti i giorni, la popolazione civile.

Ma a Nassirya esistevano tre importanti ponti sul fiume Eufrate da difendere da parte del contingente italiano e il loro abbattimento invece era l’obiettivo dei terroristi.

Molto ci sarebbe da dire sulle regole di ingaggio esistenti in quel periodo, sugli attacchi condotti quotidianamente dagli oppositori iracheni alle nostre pattuglie e alle nostre postazioni.

Molto ci sarebbe da dire anche sulle paure dei nostri ragazzi. Possibili bersagli di “bombe” nascoste sotto i teneri sguardi di bambini o di sofferenti donne.

Magari quegli stessi bambini o donne ai quali i militari Italiani avevano portato  soccorso, aiuto con la presunzione di donare un po’ di speranza.

 

Comunque, come ha commentato Orlando Sacchelli sul giornale.it , “Al di là di ogni elucubrazione socio-filosofico o politica, accostare le vittime ai criminali è inquietante. Ed è ancor più grave che simili affermazioni vengano fatte in parlamento.”

Dove sono stati smarriti “Intelligenza” e “Buongusto”?

 

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