I predestinati. Conferma della teoria evolutiva.

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di Lamberto Colla —

Ciao Darwin! Dai governi tecnici la conferma della teoria evolutiva.

Parma, 24 novembre 2013 –

Occorre imparare dai figli dei ministri, dei viceministri o dei premier tecnici. Imparare da loro a non essere “Choosy” e “Sfigati”   come hanno sentenziato l’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero e l’ex sottosegretario Michel Martone. Bisogna sapersi adattare e accettare dei lavori anche di basso  profilo.

Purtroppo non tutti hanno la possibilità di ricevere in dote i corredi cromosomici di Mario Monti, di Elsa Fornero e, in questi giorni scopriamo, la perfezione anche nella sequenza del DNA di Anna Maria Cancellieri l’attuale ministro della Giustizia. Capacità, competenze e soprattutto adattabilità alle avverse condizioni. Un mix di valori in grado di condurre chiunque ai vertici dell’economia, della finanza e dell’università.

Uomini e donne predestinati a lasciare un segno, una firma indelebile nella storia moderna del nostro Paese.

Non tutte le ciambelle vengono con il buco tant’é che altrettanto bene non è andata al “Trota” il quale , per chi l’avesse dimenticato, era il rampollo predestinato di Umberto Bossi. Ma si sa, tra “Delfini” e “Trote” le differenze sono abissali anche nelle similitudini, alla pari tra “Uomo” e “Scimmia”.

  • Promemoria – 

L’ultimo in ordine di tempo è Piergiorgio Peluso, figlio della Guardasigilli. Una splendida carriera da top manager culminata in Fonsai da dove è stato liquidato, dopo soli 14 mesi di lavoro, con circa 5 milioni di euro (3,6 milioni di buonuscita) poi approdato in Telecom.  In una intercettazione telefonica, la figlia di Ligresti avrebbe commentato, secondo quanto riportatao da “Il Fatto Quotidiano” che dopo aver incassato “cinque milioni e mezzo” da FonSai “figurati cosa gli daranno in Telecom”. Ma c’è di più, il rampollo della Cancellieri sarebbe stato dichiarato “testimone inattendibile” dal tribunale di Parma nel processo Parmalat-Ciappazzi come riportato da “Repubblica Parma” a seguito della “testimonianza” “contro” Geronzi e il suo diretto superiore Matteo Arpe.

In precedenza è stata la figlia dell’ex Ministro Fornero a essere passata al vaglio dei giornalisti dopo quell’infelice etichettatura che la madre fece ai giovani in cerca di lavoro. Tra l’altro ben poco “choosy” stando almeno a una recente indagine  che rileva come il 50% dei giovani sia disponibile a accettare lavori meno qualificati del proprio livello d’istruzione.

Silvia Deaglio – in “arte” Fornero – che molto si arrabbiò all’epoca delle indiscrezioni giornalistiche, di posti fissi, denuncia il web, ne avrebbe due.  A 37 anni (6 anni prima della media nazionale ovviamente) divenne professore associato di Genetica Medica alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino (dove insegnano sia il padre che la madre) e responsabile della ricerca alla Hugef, Nomina, quest’ultima, che le giunse solo un mese prima di ricevere l’incarico universitario e, secondo quanto il web (vox populi) denuncia sia stato uno dei motivi di sostegno all’assunzione in ruolo.

Alcune sue ricerche sono state finanziate dalla Compagnia di Sanpaolo, fondazione che è la prima azionista della banca Intesa Sanpaolo, di cui sua madre era vicepresidente.

E che dire del figlio di Mario Monti, Giovanni, e stavolta anche lui Monti non potendo prendere il cognome della madre per mimetizzarsi un po’ di più.

Un esperto di finanza, chiamato a ruolo di top manager in Parmalat da Enrico Bondi che a sua volta, è diventato commissario il commissario per la Spending Review durante il governo di Mario Monti e oggi commissario all’ILVA di Taranto.

Ebbene, il predestinato Giovanni dopo la sua uscita da Parmalat, a seguito della riorganizzazione imposta del nuovo AD Yvon Guerin (vedi Milano Finanza), ha trovato approdo nella Goldman Sachs, quindi ancora sotto le alucce paterne.

  • Conclusioni  – Come è bello predicare bene e razzolare male. Lo vorremmo tutti!

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