Vietare il vino in pausa pranzo. I produttori francesi non l’hanno presa bene

 

Un’ulteriore misura restrittiva al consumo di vino ha scatenato la protesta dei produttori francesi.VinoUbriacoTappi_gde2_cibus

di Virgilio – Parma, 07 luglio 2014

Lo scorso tre luglio è stato pubblicato   sul Journal Officiel, l’equivalente francese della nostra Gazzetta Ufficiale, il decreto legge secondo il quale le aziende potranno decidere se vietare o concedere il consumo di vino durante la pausa pranzo. 

Un provvedimento che va a estendere al vino i provvedimenti sinora destinati ai superalcolici.  Da questo momento saranno i datori di lavoro e i dirigenti  a stabilire i confini entro i quali i loro dipendenti avranno il diritto di muoversi e intervenire in caso di mancato rispetto delle disposizioni. La disposizione del ministro del lavoro francese è stata sostenuta da uno studio condotto dall’Institut Gustave Roussy, che ha contato 49mila morti all’anno a causa dell’alcol.

In un momento di crisi economica e di calo dei consumi, questa iniziativa del Governo francese non è stata ben accolta da parte dei produttori di vino che hanno avviato una campagna di contrasto e informazione su web. 

I produttori contestano che il vino debba essere messo alla stessa stregua dei superalcolici, delle droghe e dei farmaci già dal primo bicchiere.

Così, la loro preoccupazione per il decreto legge e per le norme che sarebbero in discussione, viene ben rappresentato nella campagna web  cequivavraimentsaoulerlesfrancais.fr che di fatto esprime il punto di vista di 500.000 imprese vitivinicole, la ragione della protesta e le 5 più importanti azioni previste dal Governo Francese contro il Vino. 

 

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