Consumi. +10% la povertà

 

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L’aspetto più drammatico della povertà in Italia è il fatto che sempre più bambini con meno di 5 anni di età hanno avuto bisogno di aiuto per alimentarsi. Un aumento record del 13% rispetto l’anno precedente. 

di LGC – Parma, 15.07.14 – Da una parte i consumi alimentari si modificano  per effetto dei mutamenti negli stili di vita ma d’altra parte il perdurare della crisi dà una ulteriore bastonata ai consumi alimentari. Se all’inizio ne hanno fatto le spese i prodotti non indispensabili e perciò abbigliamento e scarpe principalmente, dopo sette anni ecco che anche i prodotti alimentari iniziano a comprimersi ivi compresi i prodotti di prima necessità.

E non potrebbe essere diversamente stando ai più recenti dati che misurano la povertà in Italia. 

Secondo le elaborazioni della Coldiretti, gli acquisti di prodotti alimentari nel 2013 sono diminuiti del 3% dal’inizio della crisi nel 2008, ma è nel 2014 che si è toccato il fondo con le famiglie che hanno detto addio dalla pasta (-5%) all`extravergine (-4%), dal pesce (-7%) alla verdura fresca (-4%) nei primi due mesi rispetto allo stesso periodo del 2013.

L’aspetto piu’ drammatico della povertà in Italia è il fatto che 428.587 bambini con meno di 5 anni di età nel 2013 hanno avuto bisogno di aiuto per poter semplicemente bere il latte o mangiare, con un aumento record del 13 per cento rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat, dalla quale si evidenzia che con il record di 6 milioni e 20mila individui nel 2013 sono piu’ che raddoppiate (+ 150 per cento) le persone in condizioni di povertà assoluta rispetto al 2007 quando erano 2,4 milioni.

Un’ulteriore conferma della difficoltà in cui le famiglie versano deriva dal riscontro del consumo dei cibi scaduti.   Più di otto italiani su dieci (81%) non buttano il cibo scaduto con una percentuale che e aumentata del 18% dall’inizio del 2014, secondo quanto è emerso da Waste watcher knowledge for Expo.

 

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