Il meteo fa strage

 

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La coldiretti stima in un miliardo di euro il danno del maltempo di questa prima metà d’estate.

di LGC – Parma, 23 luglio 2014 – Pioggia e pioggia. L’anticiclone delle Azzorre quest’anno non riesce proprio a influenzare un’estate come si deve sulla nostra penisola. Punte di caldo in cui la colonnina sfiora i 37 gradi in alcune aree del sud e delle isole per poi precipitare anche a 17 gradi nell’arco di sole 24 ore con precipitazioni, in alcuni casi, intensissime. 

Un’estate pazza che coldiretti stima abbia già causato un miliardo di euro di danni.

L’inizio dell’estate è stato segnato – sottolinea la Coldiretti – dal 34% di pioggia in più caduta nel mese di giugno con punte di oltre il +200 per cento in alcune zone anche turistiche del centrosud e del tempo incerto della prima meta di luglio. Il risultato è che, anche considerando  le partenze del week end, non piu’ di 6 milioni di italiani – stima la Coldiretti – sono già partiti per le vacanze per concedersi almeno un giorno di vacanza fuori casa. Il maltempo che ha lasciato a casa gli italiani ha anche colpito con temporali, bombe d’acqua e grandine le coltivazioni agricole spesso prossime alla raccolta rovinando il lavoro di un intero anno di molte aziende agricole con effetti anche sull’occupazione stagionale.

La stagione piovosa  ha fatto perciò ulteriormente crollare i consumi di frutta e verdura alimentando una spirale negativa tra consumi e deflazione  che sta mettendo a rischio le imprese e, probabilmente la salute consumatori. 

Un settore, quello dell’ortofrutta, che è al centro delle attenzioni anche del Ministro Martina il quale, secondo una nota del Ministero, ha inviato una lettera al Commissario europeo all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, Dacian Cioloş, nel quale chiede che la Commissione “valuti, con estrema urgenza, la possibilità di attivare adeguate misure,  eccezionali e transitorie” per fronteggiare la crisi del mercato italiano delle pesche e nettarine. 

A pagarne le conseguenze, di quest’estate pazzerella, sono quindi prevalentemente il turismo e l’agricoltura con grave danno per l’economia dell’intero Paese. 

 

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