Quello che avreste dovuto sapere sul “culatello”

 

Il "culatello di Zibello DOP" prodotto e selezionato per SER Principe Carlo d'Inghilterrra

Il “culatello di Zibello DOP” prodotto e selezionato per S.A.R. Principe Carlo d’Inghilterra

Quest’anno ricorre il trentennale del  corso di formazione che recuperò l’antica arte dei “macellini”

di virgilio – Parma, 25 ottobre 2014  –

Riconosciuto come DOP (Denominazione di Origine Protetta) dal 1996 il “Culatello di Zibello DOP” ha origini molto più antiche e “nobili”. 

Sembra infatti che questo tipico salume della “bassa parmense” sia stato portato in dono alle nozze tra Andrea dei Conti Rossi e Giovanna dei Conti Sanvitale nel 1322.  Prodotti da “investitura” sono stati rintracciati in scritti ancor più antichi nei quali si faceva riferimento alla prelibatezza del prezioso salume. Tanto prezioso che era consuetudine utilizzare il “culattello” in pagamento di quanto dovuto ai nobili proprietari terrieri. 

Un prodotto quindi tradizionalmente destinato alle ricche tavole dei nobili ma praticamente assente da quelle del volgo il quale invece doveva, per così dire, accontentarsi del “Fiocco di Culatello” realizzato con le due fasce muscolari anteriori del prosciutto mentre le tre posteriori venivano destinate alla produzione del più pregiato Culatello. 

La fetta di culatello è perciò ben riconoscibile dalla importante “noce di grasso” che si estende dalla periferia a quasi il centro della fetta dalla quale si inseriscono i tre fasci muscolari.

In evidenza la "noce di grasso" che unisce le 3 fasce muscolari tipiche del Culatello

In evidenza la “noce di grasso” che unisce le 3 fasce muscolari tipiche del Culatello

Posto che vai salume che trovi. Se il “Prosciutto di Parma” deve la sua squisitezza e popolarità all’aria secca che fluisce a Langhirano, e zone limitrofe, proveniente da mar ligure accompagnando nella stagionatura il più famoso prodotto di salumeria (prosciutto deriva da prosciugare) il Culatello e alla pari il Fiocco di Culatello devono la loro qualità alla “nebbia”, perciò all’umidità, tipiche delle zone rivierasche del PO. 

Da metà novembre e sino a fine febbraio le temperature rigide della pianura padana consentono di procedere al rito laico della macellazione del maiale e alla conseguente produzione delle decine di salumi che ne derivano. Ed è proprio la “nebbia” e il “Genius Loci” (ambiente microbico locale) che consente la maturazione, del prodotto.  Il marcatore culturale che consente la produzione, “solo in queste zone”, del principe dei salumi. 

La macellazione del maiale

La macellazione del maiale

La stagionatura “umida”.

Infatti, dopo i primi 10-12 giorni posto  a riposare in ambiente fresco e ventilato e i seguenti 3-4 mesi in ambiente asciutto, i restanti 7-11 mesi,  il “Culatello di Zibello”, viene lasciato maturare nell’ambiente umido di cantina costituita di pareti di mattoni e pavimentazione di sabbia, il regno del genius loci.

A fine stagionatura il Culatello, riconoscibile per la sua forma globosa a “pera” dovuta alla rifilatura delle masse muscolari alle quali furono asportate le parti grasse in fase di preparazione, ha perduto circa il 45% del suo peso originale passando da circa 6 chilogrammi a 3-3,5 kg.

Per il consumo del prodotto manca ancora una fase: il “bagno purificatore” . Per due giorni il culatello viene lasciato in ammollo in acqua (alcuni indicano di usare il vino) al fine di ammorbidirlo e essere così pronto per la affettatrice, rigorosamente di ampia lama, per passare quindi alla tavola, questa volta, di tutti i palati.

Del recupero della antica arte dei “macellini” (coloro che andavano di casa in casa a confezionare i tanti salumi realizzabili con il maiale allevato per un anno intero dalla famiglia contadina), altrimenti chiamati “norcini”, si deve al CFPA di Sissa (Centro di Formazione Professionale per l’Agricoltura) della Regione Emilia Romagna che, giusto 30 anni fa decise di avviare il primo corso di formazione, proseguito senza interruzione da Agriform srl, ente di formazione scaturito dalla fusione – misto pubblico privata –  tra i centri di formazione in carico alle Organizzazioni Professionali Agricole e il CFPA regionale di Sissa.

Un corso che divenne da subito popolare  a livello nazionale al punto tale che venne  l’idea di portarlo “fuori” dalle mura della scuola per due giorni all’anno inaugurando, nella ricorrenza del decimo anno del ciclo formativo, la festa “I Sapori del Maiale” alla quale venne legato il “Mese gastronomico Sissese” oggi inglobati all’interno della più ampia manifestazione November Porc

Coincidenza vuole che quest’anno cada quindi il ventennale della manifestazione sissese e il trentennale del corso di formazione che diede vita e alimentò la manifestazione sin dalle sue origini.

 

E dal prossimo 8 novembre prenderà il via, proprio da Sissa, la lunga e affascinante manifestazione “November Porc” che vede protagonisti i migliori prodotti locali festeggiati nei comuni di Sissa (8 e 9 Novembre), Polesine Parmense (15 e 16 novembre), Zibello (22 e 23 novembre) e Roccabianca  (29 e 30 novembre). 

Per maggiori informazioni sulla manifestazione “November Porc”.

Per scoprire altri luoghi della nostra meravigliosa Italia: Italian Tourism Expo

La nebbia tra Sissa e Trecasali - "marcatore culturale "

La nebbia tra Sissa e Trecasali – “marcatore culturale “

 

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