Ho.re.ca. – Expo e Milano: separati in casa.

taste of italy - foto Ennevi veronafiere

taste of italy – foto Ennevi veronafiere

Due mesi, tanti proclami, belle speranze e migliaia di visitatori. Ma i ristoratori del “centro” sono in rivolta.

 Expo, con l’ingresso a 5 euro dopo le 19,00, “aspira” la movida milanese verso i padiglioni. Rischio chiusura agostana per i locali del centro cittadino.

Di Virgilio, Milano 13 luglio 2015 –

Nessuno avrebbe immaginato l’ipotesi di abbassare le saracinesche in agosto proprio durante il tanto atteso expo2015. Invece, a poco più di due mesi di distanza e alla vigilia di agosto alcuni esercenti del centro storico addirittura stanno pensando di chiudere proprio nel periodo centrale, coincidente con il mese di agosto, della manifestazione mondiale .

Complice, di questa imprevedibile situazione, il biglietto ingresso a Expo2015, offerto a 5 euro dopo le 19,00. Non solo, EXPO IN CITTA’, il progetto ideato dal Comune di Milano e dalla Camera di Commercio per dare continuità all’esposizione anche nel capoluogo, si è rilevato, secondo gli esercenti, un contenitore piuttosto vuoto che evidentemente, come ha sottolineato Lino Stoppani, Presidente dei Epam, non sono riusciti comunque a battere la forza attrattiva di una passeggiata serale nel decumano e tra i padiglioni di Expo2015.

Una situazione che è stata perfettamente fotografata da una indagine realizzata dalla Confcommercio  (Fipe-Epam) e presentata nei giorni scorsi a Palazzo Marino nel corso di una audizione del Presidente Stoppani presso la commissione Commercio.

Secondo gli imprenditori di bar e ristoranti questo bilancio è fortemente negativo non solo perché sono state disattese le aspettative ma addirittura perché la manifestazione sta “cannibalizzando” la domanda che normalmente si indirizzava verso la città.

Questi i principali risultati dell’analisi.

Gli effetti della manifestazione sulle attività di pubblico esercizio sono stati in questi primi due mesi negativi per il 26,1% degli intervistati e, addirittura, molto negativi per il 43,4%. Non manca chi dà una lettura diversa ma non si va oltre l’11% degli intervistati. Per il restante 20% l’esposizione è stata finora assolutamente neutrale rispetto alle performance economiche delle attività di pubblico esercizio. In definitiva Expo o ha influito negativamente sui pubblici esercizi della città o è stata ininfluente. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso gli esercenti registrano una flessione del fatturato pari, in media, al -18,3%. In definitiva Expo e Milano sono separati in casa anche per la scelta sbagliata di allungare l’orario serale della manifestazione con il risultato di avere una città deserta o quasi.

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