UE, etichettatura discriminante.

Made_IsraelMentre l’Europa penserebbe di contribuire a stemperare il conflitto tra Israele e Palestina

adottando una etichettatura discriminatoria, l’intifada dei coltelli approda a Milano e il terrorismo islamista mette a ferro e fuoco Parigi in quel tragico venerdi 13 novembre dove oltre 120 persone morirono nel più grave atto di guerra dopo la fine della seconda guerra mondiale

di Lamberto Colla – Parma, 15 novembre 2015 –

Ancora una volta l’Unione Europea dimostra la sua debolezza e l’assenza totale di una politica interna e internazionale.

Nell’incapacità di tracciare una politica si appoggia  a provvedimenti finanziari piuttosto che a provvedimenti tecnici che, alla fine, hanno pur sempre valenza politica. 

Il caso che riguarda l’Etichettatura dei Prodotti di provenienza da territori occupati da Israele ne è una chiara e purtroppo pericolosa dimostrazione.

Vero è che l’UE riconosce a Israele i confini del 1967 e che perciò i prodotti coltivati negli insediamenti non potrebbero essere etichettati come se fossero realizzati in Israele ma, visti i tempi, gli scenari di crisi internazionali e soprattutto la volontà dell’UE di essere il negoziatore della pace tra israeliani e palestinesi, sarebbe stato prudente sospendere tale decisione.

Una decisione di tale portata politica che ha indotto Israele a interrompere alcuni rapporti diplomatici con l’UE e il Premier Benyamin Netanyahu a dichiarare che “L’UE deve vergognarsi” aggiungendo in seguito che è “una decisione ipocrita e che rivela un doppio atteggiamento: si applica solo ad Israele e non ai 200 conflitti nel mondo”.

A mio modesto parere, ci sarebbero ben altri problemi da affrontare, anche solo rimanendo in ambito di etichettatura e molte altre sarebbero le decisioni di ben più vasta portata da prendere in politica interna e in politica estera. Invece, con una tempestività imbarazzante, l’UE se ne esce con questa bella pensata, peraltro in sospeso dal 2013, proprio in piena intifada dei coltelli.  Perciò in uno dei momenti di maggiore tensione tra le due parti il “negoziatore”, perché è questo il ruolo che ambirebbe assumere l’UE, lascia intendere di preferirne una.

Ma da chi siamo governati! Nemmeno un bambino avrebbe commesso una ingenuità simile?

Effettivamente però, se fosse stato un bambino a commetter l’errore, avrebbe proprio risposto come hanno fatto le fonti UE che “Questi provvedimenti erano allo studio da molto tempo e ora sono stati finalizzati. Non si tratta di un’azione politica, ma di una misura tecnica in linea con le leggi comunitarie”.

E’ come nascondere un elefante dietro un filo d’erba. 

Il bacino del mediterraneo è tornato a essere una polveriera e questi incapaci e irresponsabili pensano a una etichetta.

La tragica realtà contemporanea, neanche a farlo apposta, non ha tardato a palesarsi e a Milano un ebreo viene aggredito con 7 coltellate mentre ventiquattro ore dopo, in quel tragico venerdi 13 novembre 2015,  Parigi viene messa a ferro e fuoco da una perfetta azione militare portata a termine da terroristi islamisti che macellano 120 inermi cittadini in 7 attacchi contemporanei.

Il più grave attacco militare su suolo europeo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Razza_ebraicaL’Europa, invece di pensare e agire nell’interesse dei popoli, se ne esce con un provvedimento discriminatorio facendo fare, alla nostra civile democrazia, un balzo indietro nel tempo di qualche decina d’anni.

  

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