Cereali, poche le novità sui mercati di base

Cereali_spiga_in_campoUna settimana che non ha registrato particolari variazioni. Le uniche variazioni di rilievo sono connesse al continuo  rafforzamento della valuta USA sull’euro e il prezzo del petrolio in costante discesa ormai giunto alla soglia dei 40€/barile.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 20 novembre 2015 –

Gli incoraggianti dati USDA, diffusi la scorsa settimana, non hanno ancora stimolato effetti sui prezzi delle materie di base. Nonostante qualche allarme per le rese e le semine dai paesi dell’Est Europa e dell’Ucraina, ormai vi è certezza che di merce non ne manca e le conseguenze del Nino sembrano molto meno nefaste e preoccupanti  per i raccolti dell’emisfero australe.

Le preoccupazioni generate da questa nuova e diffusa fiammata terroristica certamente non incentivano i consumi né gli scambi e il calo del petrolio, sempre più prossimo ai 40 dollari al barile, non contribuisce a eccitare i mercati. Qualche turbolenza è generata dalla notizia che l’Argentina stia pensando di ridurre alcuni dazi all’esportazione spingendo perciò al ribasso i valori della borsa di Chicago. 

Mercato nazionale

Anche il mercato interno segnala qualche leggero cedimento e scambi ancora scarsi, eccezion fatta per settore delle bionergie dove hanno ripreso vivacità gli  amidacei ed energetici quali Glicerolo e Oleine.

La farina soia su base annua per il 2016 quotava giovedi 337 per la 44 e 346 per la proteica normale 46,50% ma potrebbe ancora scendere anche salvo l’assorbimento del valore da parte dell’indice valutario.

MP_19nov15Indicatori internazionali

l’Indice dei noli retrocede ancora sino a 591 punti, il petrolio torna arretra a 40,68 $/barile e il cambio continua a scendere toccando 1,06737.

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