Strategia del terrore. Allarme Zika?

mosquitoMa è vera emergenza? Quattro casi in Italia e nessun decesso. Rischio bassissimo e titoloni da pandemia. La scienza della disinformazione; dall’ABI a Zika. Meno scalpore ha suscitato invece la propaganda ABI a favore del Bail – In, in perfetto  stile crozziano , “Inc.Cool.8”.

di Lamberto Colla Parma, 31 gennaio 2016.

Non c’è pace. Sconfitta Ebola, o almeno così parrebbe posto che nessun organo più ne parla, rientrato l’allarme estivo connesso al west nile virus, dal Brasile ecco arrivare Zika, il nuovo allarme sanitario mondiale.

In pochi giorni prende possesso di tutte le prime pagine, addirittura Putin e Obama si troverebbero d’accordo, almeno per scatenare una competizione farmaceutica per la ricerca di un vaccino.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso il suo Direttore Margaret Chan, conferma che il virus sta diffondendo a vista d’occhio nel continente americano e per il momento risulterebbero indenni solo Cile e Canada.

Ma qualcosa non torna.

Premesso che sia indispensabile monitorare la diffusione della malattia e attivare le barriere sanitarie e comportamentali (le medesime che il Ministero della Salute aveva approvato e diffuso per la Zanzara Tigre) analizzando le informazioni relative alla malattia, alla sua diffusione, alla sua conoscenza e al luogo di diffusione è difficile trovare coerenza tra la pericolosità della stessa e l’allarmismo mediatico che l’accompagna.

Primo. la malattia è nota dal 1947 e il virus è stato isolato già nel 1949 e mai nessuno ha pensato di creare un vaccino. La malattia nel 25% dei casi è asintomatica.

Secondo. Non è ancora scientificamente accertata la correlazione tra la causa e l’effetto “microcefalia infantile”. Tanto è che tutte le testate utilizzano il condizionale come ad esempio il Giornale.it “presumibilmente legati proprio alla puntura di zanzara sulle donne in gravidanza”.

Terzo.  I casi in Italia sembrano essere solo 4 e la trasmissione della malattia avverrebbe solo attraverso il vettore: la Zanzara, Tigre e la Aedes.

Quarto. Il focolaio è in Brasile, il luogo a più alto tasso di farmacie al mondo. “A Caruaru sono oltre 400, il che significa, con circa 300mila abitanti, una farmacia ogni 700. Tanto per avere un’idea a Roma sono 720, una ogni 4.000 abitanti” (Mauro Villone – IlFattoquotidiano.it).

Quinto. I rischi in Italia sono bassissimi perché, come è logico e per conferma del noto virologo prof.  Fabrizio Pregliasco, “Sono bassi. Quasi nulli visto che siamo nel periodo invernale e non ci sono zanzare. Se ci saranno dei casi si farà un’operazione per tamponare la situazione . È bene sottolineare che non ci sono ad oggi casi di decesso.”

Sesto. perché generare tanto allarme, invece di procedere con una più corretta e equilibrata campagna di informazione e prevenzione?

Non è che per caso sia una forzatura mediatica per giustificare, complice l’emergenza, il finanziamento, diretto o indiretto, delle già potenti e ricche compagnie farmaceutiche?

Il Potere della disinformazione!

Ormai l’informazione di Stato non ha più mezze misure. Terrorizza o anestetizza in ragione di obiettivi di parte. Il secondo fine dell’informazione è ormai una costanza.

Basti osservare come è stata divulgata la notizia della Zika con titoloni da rabbrividire tipo:

Virus Zika «esplosivo», potrebbe contagiare 3-4 milioni di persone (Corriere della Sera)

Virus Zika, l’Oms convoca comitato di emergenza (La Stampa)

Zika, Oms: “Allarme estremamente alto, virus si sta diffondendo” (TGCOM)

Tu_Bail-inAl contrario il Bail-in, che già tante vittime ha mietuto con il fallimento delle prime 4 banche, è stato trattato con la tecnica della rassicurazione massima “per non creare inutili allarmismi”, e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha pubblicato un vademecum divulgativo dal titolo impertinente “In altre parole Tu e il Bail-in”.

Una vera e propria presa per i fondelli in stile crozziano “Inc.Cool.8”.

Difficile difendersi da questo assalto disinformativo proveniente da ogni dove e, prima o poi, a forza gridare “al lupo, al lupo” si finirà come nella nota fiaba.

Non sarebbe giunta l’ora di ribellarsi?

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Le linee guida approvate dal Ministero del Salute per difendersi dalla zanzara tigre.

1. Verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite

2. Coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese

3. Trattare regolarmente i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi

4. Eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno d’acqua al loro interno

5. Non lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiali e legna

6. Non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto

7. Non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni d’acqua per più giorni

8. Non accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità d’acqua stagnante

9. Tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di Zanzara Tigre.

  

  

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