Tra vulnerabilità, instabilità sociale e realtà distorta

Pokemon-Go-realta-aumentatDove sta la verità? Ormai siamo attori di una realtà aumentata e il “Pokemon Go”, l’applicativo che sta spopolando in questi giorni con il quale si devono cacciare i personaggi del famoso cartoon giapponese trasposti nella realtà aumentata, è la parafrasi della realtà in cui siamo immersi.  Sveglia! 

di Lamberto Colla Parma, 24 luglio 2016.

“Tra conflitti razziali, religiosi e di classe il valore entropico delle società occidentale è ormai al livello di guardia e il rischio di deflagrazione è sempre più probabile.” Così concludevo l’editoriale, quasi profetico, la scorsa settimana. E da lì a poco – era venerdi mattina, all’indomani della carneficina di Nizza, quando conclusi il testo dell’articolo – nella nottata abbiamo assistito al tentativo di Golpe in Turchia e il lunedi seguente un giovane afgano tenta una strage in Germania prendendo d’assalto, armato di machete e coltelli, i passeggeri di un treno e ferendo 4 persone di cui 3 in modo grave. A questi tre episodi avvenuti in rapida successione però, dobbiamo sommare l’assalto a un fast food e all’adiacente supermercato di Monaco di Baviera, da parte di un diciottenne tedesco d’origine iraniana  con disturbi psichici, che venerdi 22 luglio ha fatto 9 vittime e 16 feriti, diverse delle quali bambini e adolescenti. 

Quattro episodi che dimostrano la vulnerabilità della nostra società ma anche il tasso di manipolazione della realtà scientemente orchestrata per alimentare paure e creare nemici virtuali nel tentativo, molto probabile, di generare tensioni sociali, malumore e caos.

Siamo tutti coinvolti in un gigantesco e surrealePokemon Go”,   dove i personaggi dei fumetti sono i “nemici immaginari” e la “realtà aumentata” è quella che ci raccontano politici e TV e che noi  acquisiamo senza interporre il nostro autonomo senso critico.

Nel giro di 72, soffermandoci ai primi tre episodi della scorsa settimana, le nostre menti hanno registrato due attacchi dell’Isis (un camion a Nizza fa strage nella folla riunita a guardare i fuochi d’artificio del 14 luglio, festa nazionale francese), un golpe nientemeno che in Turchia (nazione appartenente alla NATO, che conta il secondo esercito più forte dopo gli USA, e probabile organizzatore dell’Isis per conto dell’occidente con l’obiettivo di destituire il regime siriano di Bashar al-Assad) e il diciassettenne afgano che in Germania, da terrorista quiescente si risveglia e infligge nuove perdite al nemico occidentale.

Questo è quello che ci è stato raccontato e che abbiamo visto in Tv piuttosto che sullo smartphone.

Ed è vero, le immagini sono crude e si fissano immediatamente nella memoria con l’”audio” del commento giornalistico predisposto ad arte; ma è tutto vero e soprattutto è plausibile?

E’ plausibile che un mussulmano dedito più ai piaceri della vita che all’osservanza del Corano possa in soli 15 giorni trasformarsi in spietato kamikaze islamista? E‘ plausibile che in una notte si consumi un golpe con 300 vittime (quasi tutte civili) e nei 5 giorni successivi la controrivoluzione di Erdogan riesca a epurare tutti gli apparati statali.? Quasi 60.000 persone arrestate tra insegnanti, generali, magistrati, dipendenti ministeriali, governatori e prefetti. Non è che per caso le liste di prescrizione fossero già pronte così come pure pronte le forze dell’ordine a rastrellare e incatenare un cos’ elevato  numero di persone e a sospendere la convenzione sui diritti civili?. E‘ plausibile infine che un diciassettenne afgano venga attivato dalla longa mano dell’Isis per fare una strage col machete” in Germania?

Siamo e siete liberi di credere a tutto. Fatto sta che il clima si surriscalda sempre più e il fuoco della rabbia si allarga in ogni  anfratto della società portando all’esasperazione anche i più miti e, conseguenza inevitabile, ben presto si assisterà a una reazione. Tutta una serie di “contro assalti”, organizzati clandestinamente, che avranno peraltro il sostegno della popolazione stanca di essere bersaglio mobile, saranno portati alle comunità di immigrati o a singoli inermi rei di avere un colore di pelle diverso. Ma sarà solo l’inizio.

I primi segnali si sono già palesati, basta saperli ascoltare. Non è infatti infrequente sentire ragazzi di colore che al supermercato o in spiaggia (testimonianza diretta dei giorni scorsi) inveiscano apostrofando con insulti, donne soprattutto, e concludendo con “farete tutti una brutta fine”, piuttosto che le sempre più frequenti “spedizioni punitive”  organizzate da nostrani giustizieri che altro non sono che bulli di quartiere.

Conclusioni

Non fermiamoci alle apparenze, a quello che la “TV verità” ci racconta e i giornali confermano con dovizie di particolari e testimonianze eccellenti che certificano i fatti, ma cerchiamo di ragionare su ogni episodio interponendo la nostra intelligenza e la nostra esperienza di vita.

Dobbiamo, ognuno di noi, contribuire a abbattere rapidamente il livello energetico della società, a partire da noi stessi, filtrando con la mente e la ragione quanto accade attorno a noi, confidando che le forze dell’ordine e la magistratura ripuliscano le strade dai delinquenti (bianchi, neri, gialli o canarini che siano) e che i politici trovino finalmente la soluzione per distribuire il lavoro riaccendendo le speranze dai più giovani ai diversamente giovani. Altrimenti sarà il Caos!

   

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