2016 annus horribilis?

balena-in-culo-alla-balenaMorti celebri, Brexit, l’imprevedibile ascesa di Trump, due referendum, record di decessi in mediterraneo, il terrificante sisma del centro Italia, la sonda “Schia(p)parelli” si è schiantata su Marte, il record di caldo e il massacro siriano continua. 

di Lamberto Colla Parma 1 gennaio 2017 –

Molte le celebrità passate , si fa per dire, a miglior vita e forse, proprio perché quasi tutte hanno toccato le corde più sensibili e nostalgiche può apparire che siano state tante, anzi tantissime. Umberto Eco, David Bowie, Dario Fo, George Michael, Bud Spencer, Anna Marchesini e, ora, Carrie Fisher e la madre Debbie Reynolds che non ha retto il dramma e l’ha seguita a meno di 24 ore di distanza. Questi sono solo alcuni dei personaggi celebri che hanno abbandonato la vita terrena nel corso del 2016. Ma per quanto riguarda la musica, lassù, potrebbero fare il più entusiasmante concerto rock riunendosi tutti i “grandi” che hanno intrapreso la medesima strada nel corso di questo strano anno, da Prince a Leonard Cohen, per passare da Rick Parfitt, Greg Lake, Merle Haggard, Keith Emerson, George Martin, Paul Kantner e Greg Frey, oltre ai già citati David Bowie e George Michael .

Il 2016 però è stato segnato da altri eventi di maggiore drammaticità, alcuni dei quali dai risvolti oscuri come la Brexit, altri, in cui la si misura in centinaia di vittime. Il terremoto che ha colpito a ripetizione il Centro Italia lascerà aperta una ferita per decenni e se la ricostruzione fisica degli edifici potrà essere terminata in un lasso di tempo, programmabile, non altrettanto sarà per le migliaia di persone che hanno perduto, per sempre, i loro cari, le loro proprietà e le loro attività.

Ogni anno un nuovo record annienta quello precedente. Così è stato per le morti nel Mediterraneo e nel riscaldamento terrestre. Nonostante gli “aiuti” dei partner, si fa per dire, europei, il mediterraneo continua a essere una miserevole tomba comune per migliaia di disperati, (5.000 morti e 190.000 sbarchi nel 2016) molti dei quali in fuga dalle guerre che stanno radendo al suolo le loro terre e sradicando le loro origini culturali e sociali. La Siria e Aleppo li prendiamo solo a esempio ma, tra medio oriente, Asia, nord e centr’africa, sono centinaia gli Stati che si fronteggiano senza regole e senza nulla risparmiare in fatto di atrocità. E l’odio chiama odio e il terrorismo troverà sempre maggiore substrato su cui contare per fiorire. Chissà che l’inattesa quanto sconcertante ascesa di Donald Trump possa costituire quell’elemento di originalità capace di mescolare le carte e dal cappello a stelle e strisce possa uscire la chiave di accesso a un nuovo e meno scellerato ordine mondiale.

Gli animi si surriscaldano e spegnerli diventa, giorno dopo giorno, sempre più difficile. Come difficile sarà abbassare la temperatura della nostra Terra a meno che, come alcuni studiosi indicano,  quello che stiamo vivendo altro non sia che un periodo di riscaldamento come molti ce ne sono stati nella lunga era terrestre e che la ragione non sia imputabile al buco nell’ozono e all’utilizzo dei carburanti fossili. Insomma il riscaldamento globale sarebbe una “bufala”. Fatto sta che i ghiacciai si sciolgono e i poli si restringono, in attesa di una prossima micro era glaciale.

Purtroppo il 2016 non è stato un buon anno per le nostre missioni spaziali. La sonda Schiaparelli si è dimostrata una “schiappa” proprio mentre tutte le luci mondiali erano puntate su di lei in procinto di atterrare sul pianeta rosso. Solo a frittata consumata ci si è accorti di avere affidati i test a una ditta inesperta. Per concludere questa carrellata dei fatti che hanno segnato il 2016 come non accennare ai due referendum ai quali siamo stati chiamati. L’inutile quesito sulle “trivelle  e l’infausta chiamata alle urne per modificare 47 articoli costituzionali dal cui esito si è celebrata la fine del terzo governo non eletto e il primo di Matteo Renzi che, quando avrà ripreso fiato, tornerà ancor più energico del Berlusca prima maniera. Due inutili spese che sarebbe stato meglio destinare a altri interventi.

Speriamo in un migliore 2017 che almeno non è “bisesto”.

Buon Anno e… in culo alla balena!

  

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