Informazione e verità a “Paperopoli”.

PaperopoliI Paperoni del mondo sempre più ricchi o forse no.  L’informazione, sempre più di parte, rischia di diventare complice dell’ingiustizia e di alimentare l’atomizzazione  degli scontri sociali e l’odio tra i rappresentanti delle diversità.

di Lamberto Colla Parma 22 gennaio 2017

Otto “Paperoni” del mondo possiedono la fortuna dei 3,6 miliardi di persone più povere. Il rapporto di OXFAM presentato, alla vigilia del World Economic Forum di Davos, in Svizzera ha suscitato un’interesse mediatico immediato. Nel giro di un paio di anni, da trecento che erano i supermiliardari che possedevano la metà della ricchezza terrestre si è scesi drasticamente a 8.

La teoria che ha fatto il giro delle emittenti e dei telegiornali, per quasi tutta la settimana, è che nel mondo la ricchezza, anziché distribuirsi come era nelle aspettative post caduta del muro di Berlino, si stia concentrando sempre più.

E’ vero che la crisi di “lavoro” che l’Italia sta vivendo  dal 2008 non favorisce il pensiero positivo e se a questo elemento si aggiunge la diffusa morbosità per le tragedie e i drammi, il gioco è fatto, i giornali venduti, i telegiornali e le decine di talk show seguiti, per buona pace della pubblicità.

A restare delusa rimane solo la verità.

Il problema della diseguaglianza è un problema serio che andrebbe affrontato con politiche economiche imperniate sul lavoro e con politiche di welfare per i casi più estremi.

Concentrando invece tutto sul tema della ricchezza elettroforetica,  attratta quindi prevalentemente da un solo polo, altro non si fa che alimentare il disagio e l’odio sociale.

Osservando invece la questione della ricchezza da un altro punto di vista e seguendo l’indagine che annualmente redige FORBES i soliti Supermiliardari, come riportato da “Il Foglio”,  hanno anch’essi perduto enormi sostanze patrimoniali.

L’invito quindi è di leggere i due articoli di parte, quello redatto sul Fatto Quotidiano  a cura del giovane filosofo Diego Fusaro  e quello pubblicato su il Foglio, redatto da Luciano Capone affinché possiate farvi una vostra soggettiva opinione.

Personalmente ritengo che si stia esagerando nell’esaltazione delle differenze. Lo scontro che un tempo, non tanto lontano, era appannaggio delle due classi sociali, gli operai e gli imprenditori, oggi si è atomizzato. Bianchi contro neri, belli contro brutti, ricchi contro poveri, etero contro omosessuali, migranti contro poveri autoctoni, vegani contro onnivori e così via.

All’appello manca solo l’intelligenza, troppo poco diffusa, per cui lo scontro è già stato vinto a tavolino dall’ignoranza. E l’odio si impadronirà di tutti noi.

  

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