Ipocrisia mondiale

Prime pagine d’effetto, senza i pixel a oscurare i volti dei bambini, raccontano delle ultime vittime della follia globale che si sta consumando in Siria.

di Lamberto Colla Parma 09 aprile 2017
Le coscienze occidentali nuovamente risvegliate dalle immagini agghiaccianti delle decine di bambini, apparentemente addormentati, vittime, insieme a altri circa 40 adulti, di un attacco con armi chimiche nella regione siriana di Idlib.

Ma quali coscienze!
Ancora una volta si cercano pretesti per interventi di urgenza, per giustificare nuove azioni e nuovi ingressi “autorizzati” in campi di battaglia dove fare valere le proprie ragioni, sfruttando norme internazionali che dovrebbero regolamentare le “guerre”. E le armi chimiche rientrano tra quegli strumenti bellici che non si dovrebbero utilizzare.
Come se morire per un proiettile, un camion, un SUV o una bomba convenzionale o una bomba chimica fossero morti diverse.

Ciò che cambia è il costo di produzione e l’efficacia e efficienza dell’azione. Infatti, a parità di risultato in termini di vittime, gli ordigni chimici sono enormemente più economici e perciò alla portata di tutti i Paesi e addirittura di qualsiasi fazione, ufficiale o meno, che che operano in un qualche teatro di battaglia.

L’inutile ONU si è convocato d’urgenza, ha subìto il veto della Russia che sostiene la innocenza di ASSAD e gli USA, al contrario, sfruttano l’occasione per entrare direttamente nel conflitto siriano.
Nulla di nuovo sotto il sole. Le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein non hanno ancora insegnato nulla. Prove di dubbia verità che nel 2003 hanno giustificato l’intervento in Iraq e aperto la superstrada al caos mondiale e al terrorismo sempre più qualificato capace di organizzarsi sino a spingersi a creare uno “Stato”, il sedicente Califfato, la cui unica regola è l’irregolarità. L’isis è stato capace di muoversi sui campi di battaglia con ogni mezzo e di sferrare attacchi con perfette strategie militari acquisite dai Paesi Gendarmi del mondo e poi di compiere stragi, con coltelli e camion o utilizzando i kamikaze in ogni capitale del mondo, anche in quelli che hanno donato addestramenti e armi, senza guardare la confessione religiosa.

E oggi, per l’ennesima volta, i media di tutto il mondo si sporcano le coscienze per sostenere i “presunti buoni” utilizzando vergognosamente le foto di quei poveri angeli che la furia assurda dell’umanità ha sacrificato e sfrutta post mortem.

Alcuni hanno titolato che “L’Umanità è morta in Siria” ma non è così!

L’umanità era già morta 72 anni fa in Giappone, a Hiroshima dove il calore dell’atomica ha sciolto la pelle dai corpi. Era morta a Sarajevo dove il bimbo che andava a scuola è stato colpito dal cecchino, e altri ridotti a poltiglia di carne perché attratti da giocattoli che altro non erano che  ordigni camuffati, l’umanità è morta quando ha consentito la morte per migliaia di bambini annegati nel mediterraneo o sfruttati nel lavoro.

L’umanità è morta e basta!

L’Europa è l’unico esempio di costruzione di Pace ma che gli incapaci UEmanoidi degli ultimi decenni stanno distruggendo, respingendo  i valori sottoscritti quel 25 marzo 1957.

A vivere e proliferare invece è sempre l’ipocrisia!

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(FOTO: Hiroshima dopo l’atomica -Original photo taken with handwriting text in upper left corner. SURCE: http://www.chinfo.navy.mil/navpalib/images/historical/hiroshima.jpg

AUTORE: U.S. Navy Public Affairs Resources Website)

  

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