Delitti in provincia

Una lunga sequenza di delitti ha percorso la storia di Parma da fine 2015 e non necessariamente connessi al degrado di certi quartieri.

Dobbiamo invece interrogarci sulla malattia che sta dilagando a Parma e nella società italiana in genere.

di Lamberto Colla Parma 16 luglio 2017

In “provincia” non accadeva mai nulla. Erano infrequenti gli episodi di violenza cruenti e gli omicidi un fatto rarissimo, a differenza di quanto registravano le cronache delle città metropolitane.

Parma, ad esempio, è sempre stata ritenuta una splendida oasi di tranquillità dove chiunque era libero di girare, sereno e in sicurezza, con la propria “bici” in qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi quartiere.

Oggi invece, nella ex tranquilla isola parmigiana, la percezione di insicurezza e degrado è talmente elevata che, durante l’ultima campagna elettorale, la questione  “sicurezza” è stato un tema dominante e trasversale a quasi tutti i candidati.

Probabilmente è solo un caso, ma l’ultimo delitto parmense si è consumato in uno di quei quartieri dove lo spaccio è una attività fiorente e la violenza all’ordine del giorno. Poco più di un anno fa infatti, era aprile 2016, un 39enne di origine dominicana venne aggredito e accoltellato da un connazionale che cercò anche di dargli fuoco. Andò peggio al 22enne nigeriano trovato morto sempre nello stesso quartiere lo scorso novembre.

Ma il duplice omicidio di via San Leonardo 21 si è consumato tutto in famiglia, come lo fu il più famoso “Caso Carretta”, con il secondogenito che massacra mamma e sorellina di undici anni per poi tentare la fuga. Quindi non un delitto nato dalla fiorente attività illegale che primeggia nel quartiere, salvo il fatto che il giovane assassino possa essere stato influenzato nel suo percorso di crescita,  ma occorre invece interrogarsi sulla lunga scia di delitti che si sono consumati nella città ducale nell’arco di un anno e mezzo o poco più.

Vero è che la storia degli ultimi trent’anni di Parma è stata fin troppo ricca di episodi terribili che hanno segnato le famiglie ma anche l’intera comunità; dal delitto dell’industriale “Mazza”, al caso Carretta, per passare al piccolo Tommy e alla giovanissima Virginia, al delitto di “Mimma”.

Ma è da fine 2015 che sembra essere  esplosa una bolla criminale senza precedenti per Parma. Una sequenza  impressionante di efferatissimi delitti, diversi dei quali consumati in famiglia o comunque all’interno di relazioni, molto probabilmente malate, e non necessariamente maturati in ambiti di degrado sociale.

Era maggio 2016 quando uno “Squadrone della morte” composto da quattro rumeni e due  italiani decidono di “vendicarsi”, in quel di Basilicagoiano, su  Mohamed Habassi, 34enne tunisino, il quale sembra essere stato persino ferocemente torturato.

A settembre è il caso di Elisa Pavarani a accendere i riflettori sull’ennesimo “femminicidio”.  Un caso che riporta la memoria a 10 anni prima quando a fare le spese di una relazione malata fu Silvia Mantovani, uccisa dal fidanzato con otto coltellate il località Martorano.

A Novembre il corpo senza vita del 22enne nigeriano Omonkhegbele Thakgod venne ritrovato in via Gobetti, nel quartiere San Leonardo.

A Natale il dramma si consuma a San Prospero, con il duplice omicidio di Luca Manici (Kelly) e dell’argentina Gabriela Altamirano, assassinati nell’Angelica Vip Club

A fine gennaio 2017 è il caso di Arianna Rivara, uccisa dall’ex che poi si è tolto la vita, in un appartamento nel quartiere San Lazzaro. L’ennesimo femminicidio che si aggiunge, oltre a quelli citati nel 2016, a quello di Alessia della Pia massacrata di botte nel 2015 da Jella. E ancora Guesh Gabrehiwot uccisa con due colpi di pistola e seppellita in una buca a Pellegrino. Aveva solo 24 anni. Simonetta Moisè di anni ne aveva 56 ed è stata uccisa a Sala Baganza, freddata dal marito poi suicida Pietro Amighetti. Nell’elenco c’è anche Domenica Menna ferita a morte dall’ex marito guardia giurata Salvo Chirullo.  Michel Campos invece è stata uccisa a martellate e nascosta sotto il letto dal fidanzato. Dolores Leonardi è stata invece assassinata dal figlio mentre Maria Virginia Fereoli è stata colpita da 470 coltellate a Felino.

Infine, è cronaca di pochi giorni fa, il 21enne ex promessa del calcio di origine ghanese, Solomon Nyantakyi, ha massacrato la madre e la sorella di undici anni all’interno della loro abitazione in via San Leonardo, 21.

La domanda che viene spontanea porsi dopo questo terrificante excursus di morti violente è: ma cosa sta accadendo alla nostra città e più in generale nella nostra società?

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