Cereali e dintorni. Mercati incerti con alcuni segnali rialzisti.

Difficile, al momento, individuare le motivazioni che hanno condotto al manifestarsi di segnali rialzisti.  Il mercato potrebbe essere semplicemente risalito perché “giudicato” troppo basso.

Di Mario Boggini e Virgilio Milano 6 settembre 2017 –

Ieri sera il mercato ha dato un forte segno di discontinuità chiudendo con sensibili rialzi:

SEMI  sett 960,4 (+18,4) nov 968,4 (+19) gen 978,2 (+19) mar 987,4 (+19)

FARINA  sett 302,8 (+9,6) ott 304,8 (+9,3) dic 308 (+9,2) gen 309,4 (+9)

OLIO  sett 35,10 (-0,21) ott 35,19 (-0,23) dic 35,44 (-0,23) gen 35,59 (-0,23)

CORN  sett 344,2 (+4,2) dic 358,4 (+3,2) mar 371 (+3,2) mag 378,4 (+3,2)

GRANO  sett 430,4 (+10) dic 443 (+4,2) mar 463,2 (+3,2) mag 475,2 (+2,2)

Osservazioni particolari a giustificare un tale ribalzo non se ne trovano nè nei fondamentali e nemmeno nelle previsioni meteo che indicano per la prossima quindicina un tempo siccitoso in alcuni stati. L’ipotesi più probabile è che i valori siano ancora bassi e siano state effettuate operazioni di ricopertura.

Il momento congiunturale di incertezza è confermato dal mercato telematico che sta segnando un andamento misto per il seme di soya, esclusivamente al ribasso per farina e mais, e misto per il grano.

Il punto fondamentale è comprendere se il mercato all’origine stia  avvicinandosi al momento di svolta oppure no. Come si diceva i fondamentali non hanno motivo di spingere al rialzo, merce non ne manca e gravi danni nei raccolti non se ne registrano, pur non essendo una campagna da record.

Dopo le chiusure dei mercati sono uscite le cifre dell’USDA sulla valutazione dello stato dei raccolti.

Il “buono/eccellente” del corn è dato al 61% contro il 62 % della scorsa settimana (74% lo scorso anno). Quello del seme di soia è dato a 61% e cioè invariato dalla scorsa settimana (73% lo scorso anno). Come si vede sono valutazioni che non giustificano un movimento rialzista così sensibile.

Le scorte mondiali sono ottimali.

Il mercato potrebbe essere semplicemente risalito perché “giudicato” troppo basso.

Non si può escludere che le tensioni geopolitiche stiano influenzando le tendenze di mercato.

Per quanto riguarda il mercato domestico nulla da segnalare. Il raccolto del mais, pur quantitativamente inferiore a quello dello scorso anno, non sembra subire il calo drammatico che si ipotizzava prima dell’inizio delle operazioni di raccolto.

Il mercato delle bioenergie sta approfittando del calo dei cruscami e del mais inquinato da B1 presente con una certa consistenza sul mercato.

Indicatori internazionali 6 settembre 2017
l’Indice dei noli è leggermente e risalito a 1215 punti, il petrolio è attorno a 49,0 $/bar e l’indice di cambio segna 1,19212.

(resta sempre informato sull’argomento consultando la nostra sezione Agroalimentare)

 

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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

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