La libertà di stampa e di opinione è solo di sinistra?

Il “politicamente corretto” ci condurrà a comperare il “Chinino” nelle “Privative di Sali e Tabacchi”?. L’Ordine dei Giornalisti dovrebbe difendere la libertà, senza “se” e senza “ma”, di opinione e di stampa.

di Lamberto Colla Parma 10 settembre 2017 – All’indomani del caso della bimba di Trento, deceduta per avere contratto  la malaria, “Il Tempo” titolava “Ecco la malaria degli immigranti”. Non è sembrato vero, ai cultori della demagogia, ai falsi buonisti di poter balzare in cattedra a bacchettare il giornale romano. Addirittura si è invocato l’articolo 21 della Costituzione  spingendo taluni – di cui non vogliamo fare pubblicità – a sostenere che le posizioni di intolleranza sono fuori dalla società, e come tali, non hanno nessun diritto — nemmeno la libertà di essere espresse”, piuttosto che per aver violato la legge Mancino del 25 giugno 1993 contro gesti, azioni e slogan nazifascisti, e per violazione dell’articolo 658 del Codice penale, per procurato allarme. 

Insomma uno scandalo! E a “Il Tempo” arriveranno denunce da ogni parte, tant’è che il giorno seguente e in tono provocatorio, la testata romana ha aperto la prima pagina con tre punti di sospensione invitando a fare “loro” il titolo di apertura (vedi foto di copertina).

Alcune considerazioni

A Gino Strada (fondatore di Emergency) è concesso di dare dello “Sbirro” – in tono evidentemente dispregiativo – al Ministro Minniti, insultando il capo del dicastero e indirettamente tutte le forze dell’ordine, a un giornale invece non è concesso di esprime quell’opinione, che peraltro rappresenta il pensiero di tantissimi e per di più suffragata dalla Circolare del  Ministero della Salute del 27 dicembre 2016Il 70% dei casi si sono verificati nel genere maschile e il 45% nella fascia di età 24-44 anni. Tra i cittadini italiani si sono riscontrati il 20% dei casi di cui il 41% in viaggio per lavoro, il 22% per turismo, il 21 % per volontariato/missione religiosa. Gli stranieri rappresentano l’80%, per quanto riguarda quest’ultimi l’81% dei casi sono da registrarsi tra immigrati regolarmente residenti in Italia e tornati nel paese di origine in visita a parenti ed amici, definiti in letteratura come Visiting Relatives and Friends e indicati con l’acronimo VRFs, il 13% tra immigrati al primo ingresso.“ .

Inoltre, per le legge del contrappasso, se a “Il Tempo ” vogliono far scontare di avere violato l’art. 21, sarebbe doveroso, che gli stessi giustizieri, gli immacolati perbenisti,  in ragione del fatto che la nostra Repubblica è fondata sul Lavoro (articolo 1 della Costituzione), dovrebbero denunciare quei dirigenti apicali che hanno bandito concorsi pubblici (costo medio di 100.000€/giorno per concorso) ma che alla fine non hanno assunto i vincitori, alimentando la lista dei sospesi che oggi  somma a ben 150.000 unità.

O i ruoli non erano da ricoprire, per cui c’è stato esclusivo spreco di denaro pubblico, o i servizi pubblici sono sottorganico con conseguente  inefficienza dei servizi stessi. O forse entrambe le ipotesi sono vere!

Concludendo non vorrei che, a causa dei “politicamente corretti”, si tornasse a comperare il “Chinino” nelle “privative” di Sali e Tabacchi.

 

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