Col vento in poppa!

Siamo proprio sicuri che vada tutto bene? Junker che loda l’Italia, qui gatta ci cova. La Merkel è troppo taciturna.

di Lamberto Colla Parma 17settembre 2017 –

“Un anno fa non eravamo in un buono stato ma l’Unione europea ha mostrato che possiamo dare risultati e il vento è di nuovo nelle nostre vele. Bisogna però sfruttare il momentum perché la finestra di opportunità  potrebbe non restare aperta a lungo (…). Siamo al quinto anno di crescita economica (…) L’Unione europea ha le porte aperte al commercio ma ci deve essere reciprocità.” Così si esprime il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, nel consueto discorso annuale ai parlamenti riuniti a Strasburgo. E per garantire la massima superficie velica sottolinea la necessità di un super ministro centrale delle finanze dell’UE. Un ministro unico europeo dell’Economia e delle Finanze “per promuovere le riforme negli Stati membri. Il ministro dovrebbe coordinare tutti gli strumenti di finanziamento dell’Ue e intervenire” nei casi di crisi . “Non penso ad una nuova carica: per ragioni di efficienza, il commissario europeo agli Affari economici e finanziari può svolgere questo ruolo, presiedendo anche l’Eurogruppo”.

C’è spazio anche per una “sviolinata” all’Italia nel discorso del Presidente Junker: “Io stesso e la Commissione  lavoriamo in armonia con il primo ministro Paolo Gentiloni e con il suo governo. Nel Mediterraneo centrale, l’Italia salva l’onore dell’Europa” e un’anatema al Regno Unito definendo l’uscita della Gran Bretagna un “momento triste e tragico”. “Lo rimpiangeremo sempre e voi lo rimpiangerete presto”, ha aggiunto rivolgendosi a un gruppo di eurodeputati britannici che avevano iniziato a rumoreggiare in aula.

In sintesi, ora che le cose vanno meglio, ha aggiunto, Juncker “non bisogna peccare di eccesso di prudenza. Non basta aggiustare il tetto, dobbiamo cominciare a concludere il lavoro ora, mentre il tempo è buono, perché quando le prossime nuvole si formeranno all’orizzonte, e si formeranno, sarà troppo tardi”. “Allora – ha concluso – lasciamo gli ormeggi, mettiamo le vele e approfittiamo dei venti a favore”.

Tralasciando sviolinata e anatema e soprattutto la proposta del Super Ministro Delle Finanze, che sembra più un suggerimento forzato dalla sua madrina, la portinaia del Condominio Europa Angela Merkel (piuttosto silenziosa in quest’ultimo anno, e qui gatta ci cova),  il Governo Italiano dovrebbe fare sue le ultime parole: “approfittiamo dei venti a favore” intanto che la congiuntura economica è favorevole.

E già, perché nonostante si stia sbandierando successi su successi, crescita de PIL, occupazione ai valori pre-crisi, L’Italia è ultima in tutte le classifiche riguardo i paesi occidentali, dove questo non accade, è preceduta solo da Grecia o Portogallo o al massimo da entrambi i Paesi.

Per dare un termine di paragone, la crescita del nostro PIL sarà attorno al 1,3-1,4% (peraltro notevolmente superiore alle stime di fine 2016) mentre quello della Turchia è del 5,1% e la Spagna del 3,5%. Per non parlare dei dati sull’occupazione che vede una crescita dei contratti a termine e una diminuzione dei contratti a tempo indeterminato (lettura consigliata, clicca qui).

Una condizione che invece di arricchire i cittadini li impoverisce, tanto è vero che, a un aumento di PIL si contrappone un dato molto meno “sbandierato” riguardante  il calo del commercio. In Emilia Romagna (la locomotiva d’Italia) il calo riferito al primo trimestre (dati Unioncamere settembre 2017) è stato dello 0,9% al quale occorre associare il calo del -1,4% delle piccole imprese.

Sembra proprio che sia all’opera un moderno Robin Hood, che ruba ai poveri per dare ai ricchi.   

Non voglio immaginare cosa accadrebbe con un Super Ministro Economico Europeo!

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