Cereali e dintorni. Tentativi per tornare alla normalità.

Pian piano la “bolla” generata dai dati comunicati da USDA la scorsa settimana, sta sgonfiando.

Per il mercato interno è da segnalare la pressione delle giacenze stoccate al porto di Ravenna, a conferma dei risotti consumi.

Di Mario Boggini e Virgilio Milano 18 ottobre 2017 – Dopo gli aumenti registrati a seguito dell’ultimo USDA, lentamente il mercato sta di nuovo rientrando nel proprio  alveo:

SEMI  nov 984,6 (-6,2 ) gen 995,2 (-6,2 ) mar 1005 (-5,6 )

FARINA  dic 321,6 (-2,9 ) genn 323,9 (-2,8 ) mar 327 (-2,7 )

OLIO  dic 33,59 (0) genn 33,74 (-0,01 ) mar 33,98 (-0,01 )

CORN  dic 350 (-0,4 ) mar 363,6 (-0,4 ) mag 372 (-0,6 )

GRANO  dic 434,6 (-1,6 ) mar 453,6 (-1,2 ) mag 467,4 (-0,6 )

Le motivazioni che possiamo desumere sono legate al fatto che i dati produttivi descritti da USDA non erano nulla di straordinario, Inoltre, la Cina non è presente in mercato da circa 10 giorni e infine il clima è favorevole un poco ovunque.

I rincari sono pertanto in parte rientrati, come di seguito cerchiamo di sintetizzare con partenza dal porto di Ravenna: farina soya 44% 305 sul pronto e 315 sul pronto e sino a dicembre, 316 e 326 sul 2018, girasole proteico a 275 pronto e sui mesi, colza a 210 partenza silos interni

Per il mercato interno vale la pena di segnalare le enormi giacenze presenti al porto di Ravenna a dimostrazione dei ridotti consumi: 280.000 tonnellate di farina di soya proteica normale, 209.000 tonnellate di grani di vario genere, 81.000 tonnellate di mais, 66.000 tonnellate di girasole proteico, 40.000 tonnellate di semi di girasole, 23.000 tonnellate di semi di soya ogm. Anche il porto di Venezia si è appesantito con mais e soya.

A fronte di quanto sopra, il grano  è stabile risentendo della concorrenza e della spinta alla vendita proveniente in modo particolare dalla Francia. Il mais respira aria di stabilità, probabilmente per effetto delle enormi quantità presenti in porto che fungono da calmiere anche per il mercato interno. Si avverte la deficienza di  merce dall’estero, dovuta ai noti problemi di problemi di logistica gommata e ferrata. A questi elementi si aggiunga l’effetto di un certo snobbismo verso le produzioni nazionali macchiate dalle voci, sufficientemente infondate, circa la difficoltà di controllo della qualità sanitaria.  L’orzo tiene i suoi valori. Cruscami in deciso rialzo cosa che potrebbe continuare.

Il mercato delle bioenergie risente del rincaro dei cruscami e gli operatori sono alla ricerca di alternative, nei cereali tossinati e loro farine e nei cascami di riso.

In sintesi il mercato continua a tenere le sue posizioni; non sono presenti molti spazi per scendere ma al momento non sembra esistano nemmeno le condizioni per una risalita delle quotazioni. In assenza di elementi esterni, questa è una situazione che potrebbe perdurare diverse settimane.

Indicatori internazionali 18 ottobre 2017
l’Indice dei noli è salito a 1552 punti, il petrolio è attorno a 52,0 $/bar e l’indice di cambio segna 1,174955

(resta sempre informato sull’argomento consultando la nostra sezione Agroalimentare)

 

logo andalini

(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

Torna su