Mulino Alimentare SpA. Il nuovo stabilimento super tecnologico, adeguato alle normative UE 2030.

E’ ormai in dirittura d’arrivo il nuovo stabilimento di Mulino Alimentare SpA. Il 2018 vedrà l’inaugurazione del nuovo sito produttivo, pensato per essere “ecologico”.

di Virgilio Baganzola 24 Ottobre 2017 – Il laborioso iter burocratico si è definitivamente completato e Mulino Alimentare SpA vede prospettarsi l’orizzonte dell’ampliamento e trasferimento nel nuovo stabilimento, nel sito di proprietà di Via Paradigna, presumibilmente nella seconda metà del 2018.

Impianti tecnologici d’avanguardia e rispettosi dell’ambiente.

25.000 metri quadrati e 7.500 coperti è l’area dove sorgerà il nuovo impianto di Mulino Alimentare spa. Spazi dimensionati al trend di crescita dell’azienda guidata da Claudio Guidetti, leader nell’export dei formaggi di qualità DOP Parmigiano Reggiano e Grana Padano in primis, ma anche di Pecorino Romano, Asiago e via di seguito.

I nuovi impianti andranno a incrementare la capacità produttiva e la produttività ma anche a abbattere, anticipando al 2018 le prescrizioni UE (regolamento F.GAS (UE) n° 517/2014) che prevedono la riduzione del 79%, rispetto al 2010, dei consumi degli HFC  entro il 2030.

L’attenzione all’ambiente è uno dei pilastri portanti della mission di Mulino Alimentare che va di pari passo con gli obiettivi di massimizzare la qualità dei prodotti e la soddisfazione dei consumatori e dei propri partner di filiera.

L’ingegneria del complesso tecnico di refrigerazione, di ultimissima generazione,  è un impianto misto anidride carbonica e acqua refrigerata non glicolata e la pompa di calore è del tipo reversibile, dotata di recuperatore in più sezioni.

Nell’impianto verrà inserito un serbatoio inerziale (acqua tecnica), che ha la funzione di stoccare l’energia proveniente dal sistema solare termico, dal recupero della pompa di calore e infine dalla linea della condensa dell’impianto a vapore, al fine di produrre l’acqua calda sanitaria.

Un altro vantaggio dell’impianto così concepito consiste nell’evitare l’impiego di acqua glicolata che, come è ben noto, produce effetti corrosivi che rendono necessari periodici controlli sulla tossicità,  problemi connessi allo smaltimento e una peggiore propensione dell’acqua glicolata a trasportare il calore.

Insomma un impianto all’avanguardia adeguato e coerente a un’azienda proiettata nel futuro, fortemente radicata sul territorio, grazie agli accordi di filiera, ma con una lungimirante visione globale del mercato.

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