Cento, passaggio di consegne all’Accademia Italiana della Cucina di Cento

Massimo Andalini e Roberto Vicenzi

Passaggio di consegne all’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Cento. Roberto Vicenzi subentra a Massimo Andalini. La cerimonia ufficiale è avvenuta in occasione del tradizionale “conviviale” di fine anno al ristorante Cavalieri Ducati di Renazzo.

Massimo Andalini

di LGC Cento, 4 dicembre 2017 – Tre anni “che sono volati” commenta Massimo Andalini, industriale della Pasta di Cento, accogliendo i numerosi accademici  riuniti al Ristorante Cavalieri Ducati di Renazzo.  “Visto il successo ottenuto nella conviviale dell’anno scorso, – ha proseguito Andalini – ho chiesto all’amico Lamberto Colla di ritornare per approfondire la trattazione del rapporto tra comunicazione e cibo. Lo scorso anno ci aveva intrattenuti sulla moda del “Senza” mentre quest’anno l’intervento  è titolato. “Dalla Buona alla Bella tavola – sottotitolo La tv glicemica”. In occasione dell’ultima consulta, abbiamo deciso come strenna Natalizia l’acquisto del libro “A tavola nell’Alto ferrarese” Le ricette della tradizione, scritto da Emma Lodi Piccinini, rappresentata dal figlio e dall’editore Pendragon. Infine aggiungiamo un’altra strenna della cultura tradizionale emiliana, il Parmigiano Reggiano di 48 mesi della Latteria Sociale Selvapiana Canossa – Caseificio di Montagna, che abbiamo avuto come ospiti in occasione dell’Ecumenica”.

“Gentili Signore, Egregi Signori, – ha esordito il direttore della Gazzetta dell’Emilia, innanzitutto intendo ringraziarvi per avermi invitato ancora, una seconda volta, al vostro prestigioso incontro di fine anno. Un’occasione che comunque per me è da stimolo per raccogliere le idee, che nel corso del tempo si vanno ad accumulare e che, per l’occasione così autorevole, mi vedo “costretto” a mettere in ordine dandone un significato compiuto e, mi auguro, facilmente comprensibile e condivisibile.

E’ proprio il fattore condiviso quello sul quale punto maggiormente. E’ mia convinzione che solo grazie alla mediazione di organizzazioni forti e autorevoli, come è appunto l’Accademia Italiana della Cucina, che si possano attenuare, in parte prevenire se non addirittura evitare episodi deprimenti verso la nostra cultura alimentare/nutrizionale, magnifico frutto di  una diffusa e ancestrale competenza agroalimentare.  Lo scorso anno avevo incentrato l’intervento sulla moda del “SENZA” (senza grassi, senza glutine, senza olio di palma, senza burro, ecc…) e la complicità dei social in modo particolare e più in generale dei detentori della comunicazione, degli “Influencer”, come vengono chiamati oggi, i quali, facendo leva su fattori Altamente Emozionali ma spesso privi di copertura scientifica o meglio solo parziale, hanno contribuito a accreditare una tendenza universalmente apprezzata”.

Dopo una rapida carrellata di esempi con i quali il relatore ha inteso sottolineare come la cucina, sempre più esposta sui media televisivi, si sia lasciata prendere la mano dall’estetica, a scapito dell’educazione, ha concluso con la necessità di un ritorno alle origini della corretta manipolazione e cura dell’igiene, soprattutto in conseguenza della sempre più affollata popolazione di cultori del crudismo (vegano o meno.).  In un contesto mediatico, alla spasmodica ricerca di nuovi argomenti dal forte potere emozionale, la TV, priva dell’olfatto e dei sapori, orienta le scelte verso tutto ciò che è “strano” nella affannosa ricerca dello “share” da dare in pasto agli inserzionisti. Sono lontani i tempi in cui suonava strano sentir parlare di “vegetariani”. “Oggi la frontiera dell’alimentazione ha aperto nuove strade, nuovi regimi alimentari del tutto opposti alla dieta mediterranea che la maggior parte di noi conosce, fatta di pasta, carne e pesce. Oggi i vegetariani sono stati sorpassati da “vegani” e “crudisti”, e in minor percentuale dai più estremi “fruttisti”. Ma i più estremisti sono i Brethariani (o Respiriani. Si cibano di acqua e “Prana”, ovvero energia vitale “raccolta” dall’ambiente.)”

La TV quindi ha ancora molta carne da mettere al fuoco del sensazionalismo.

“E’ venuto il tempo di abbassare i toni – ha concluso Lamberto Colla –  e che la TV riprenda in mano l’aspetto educativo, forte della capacità di influenzare l’opinione pubblica.” 

Vicenzi, Andalini e Veroni

Dopo il pranzo è venuto il momento della parte istituzionale, con il delegato regionale dell’Accademia Italiana della Cucina, Pier Paolo Veroni, che ha “formalmente” sancito il passaggio delle consegne della delegazione di Cento dalle mani di Massimo Andalini a quelle di Roberto Vicenzi, ringraziando il delegato uscente del prezioso lavoro svolto e augurando un proficuo triennio al nuovo delegato centese. Una cerimonia conclusa con il tradizionale brindisi e l’applauso caloroso degli oltre 60 intervenuti al “convivio” di fine anno.

 

 

 

 

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