MERANO WINE FESTIVAL – Non solo vino

da L’Equilibrista 4 dicembre 2017 – Alle volte i desideri prendono forma perché ci si guarda attorno e dopo una breve ed istintiva riflessione si decide di provare, agire per distinguersi e mettere finalmente a sistema un progetto. E’ così che il Merano Wine Festival si è guadagnato un posto d’onore fra le eccellenze italiane.

Chiuse le porte su Merano Wine Festival, restano bilanci positivi e confortante livello di soddisfazione registrato per le visite, nonché lo spessore di chi è intervenuto ed il crescente interesse che porta il fondatore della manifestazione a pronunciare un mantra che si perseguirà da qui ai prossimi anni : “La visione assoluta per il futuro é quella di credere sempre di più nel potenziale del proprio territorio e puntare sulla qualità nel rispetto della natura» – Helmuth Köcher.

Assoluto evento atteso da professionisti del settore come si dice spesso, ma maestri di quale settore poi, perché mai ci si deve limitare a dare dei confini e degli spazi circoscritti quando lo stesso Helmuth Kocher, ideatore del Festival, non ne ha avuti neppure agli albori della sua creazione?

Merano è logisticamente lontana dai normali centri di potere italiano, si diceva che difficilmente avrebbe potuto dettare legge in senso divulgativo e che soprattutto sarebbe stata limitata ad una ristretta cerchia di amatori che ne avrebbero sancito un lento e progressivo disinteresse a dispetto di altri eventi più blasonati. Solo in pochi avevano quindi compreso che la più importante chiave di marketing e di distinzione è quando si possiede il cosiddetto fattore critico di successo. E mai come quest’anno, il concetto del Wine Hunter, la presentazione di FICO interamente trattata qui a Merano e soprattutto il focus sulla Bio&Dinamica hanno esaltato il vino che resta sempre e comunque il primo degli invitati.

Le diecimila presenze di quest’anno testimoniano l’accresciuta volontà degli operatori di esserci, degli amatori di poter accrescere la loro esperienza nei confronti di un evento unico che ha ottimamente selezionato una platea di espositori andando a garantire ormai una sorta di certificazione intangibile. La semplice partecipazione a queste giornate infatti, è già di per se sinonimo e premio per il loro eccellente lavoro. Prendiamo ad esempio la sezione Gourmet dove si sono alternate vere e proprie chicche italiane, basta citare l’Azienda Le Carni di Rimini, vero taglio di Romagnola con cui è stato presentato il salame di Mora Romagnola, il fiocco, la bresaola di Chianina ed il lardo, che devo dire rimarrà impresso per essere stato così vellutatamente gagliardo. Sempre in Regione Emilia Romagna, erano presenti Egidio Bedogni di Langhirano, che ha spopolato con il suo crudo di Parma tagliato a mano, subito tallonato da un altro prestigioso salumificio parmense, il San Pietro. A spiazzare tutti poi, l’assoluta originalità proposta con il panettone cacio e pepe della pasticceria Attilio Servi di Pomezia a Roma, ben calibrato il mix dolce salato e molto ben presentato dagli operatori.

Primo vincitore poi della Kermesse è stata la prestigiosa pasticceria Pistocchi di Firenze con la sua Torta Pistocchi che si è aggiudicata il Wine Hunter Platinum 2017. La trovata del pasticcere fiorentino quest’anno ha un cuore di cioccolato con uva passa e rhum agricolo.

Stando su qualcosa poi di veramente semplice ma molto delicato al palato, troviamo la pasticceria Fraccaro con il suo dolcefrutto, prodotto da presidi slowfood quali la vaniglia da bacche del Madagascar di Mananara e scorze di limone del Gargano.

Ma Merano Wine Festival è essenzialmente vino e vignaioli che hanno passato una difficile selezione per esservi presenti, tanto da vedere l’evento come u premio per il duro lavoro di un anno di vendemmia o più per i prodotti più strutturati.

La cantina Mosconi si presenta a Merano con due prodotti di alto profilo, il Refosco che fa 5 anni di legno in botte grande e che regala un colore di impatto, ematico vivo, un poderoso 2011 che non lascia strascichi in bocca ma una naturale vena fruttata con finale speziato davvero fine e calibrato.

Ma una delle sorprese del festival è venuta dallo Schioppettino sempre di Mosconi, un prodotto raccolto intorno al 15-20 Settembre in cassette per essere poi diraspate e lasciate fermentare per 18-20 giorni sulle bucce evitando il delestage, questo per lasciarlo maturare senza scossoni ed attendere la caduta naturale del cappello. Vino potente ma assolutamente elegante che matura dai 5 ai 6 anni sprigionando sentori netti di cacao, bacche nere e spezie definite da finale selvatico di ciliegie di sottobosco. Il cuoio è perfettamente integrato nella sua permanenza olfattiva che esalta questo lunghissimo prodotto in bocca, tanto da farli prendere il premio di Wine Hunter Award Platinum 2017.

Questo riconoscimento nei vini significa eccellenza a tutti i livelli e viene assegnata a quei prodotti che superano di gran lunga i 90 punti andando a lambire la perfezione gusto olfattiva. Menzione particolare per una cantina storica e che continua ad allevare eccellenze, parliamo di Mongioia nella zona dell’astigiano che con i suoi soli dieci ettari che riesce a regalare note di tecnica ed inconfondibile persistenza. E’ quanto ha saputo comunicare il Moscato d’Asti 2013 presentato qui a Merano, eclettico e poderoso sorso che rilascia ricordi intensi di pere mature e mandorle scottate per un finale mai stucchevole e vigoroso.

Certamente di rilievo rimane l’impegno che questa manifestazione sta regalando nel tempo e soprattutto come si stia evolvendo.

Il pensiero del fondatore Helmuth Kocher tende a tratteggiare i confini dello spazio con autorevolezza tanto da avere avuto l’intuizione di creare la prossima partnership con FICO ad esempio che aiuterà, attraverso il suo Etaly World, una selezione di 30 giovani produttori poco conosciuti per valorizzare i loro vini al massimo grazie proprio al Wine Hunter Helmuth Kocher Award.

Il progetto prevede che i vini più venduti avranno la possibilità di entrare nella selezione dell’enoteca di FICO garantendo qualità e aiutando concretamente queste cantine farsi conoscere al grande pubblico. La spiccata iniziativa mostrata da Merano Wine Festival ha sete di stupire ancora ed infatti prosegue con appuntamenti dedicati al Wild Cooking dove premiazioni di chef stellati e grandi ospiti, il Premio Godio 2017, sono ormai una consuetudine che dal 2004 esalta la guida on-line consultabile sul sito award.winehunter.it, dove i prodotti selezionati dal winehunter Helmuth Kocher ha decreta valutazioni e approfondimenti da declinarsi in ROSSO, GOLD e PLATINUM.

Questa a mio avviso è la massima espressione che questo evento regala, infatti se un appassionato prima, specialista e tecnico poi, come Helmuth Kocher è diventato effettivamente, è capace di condizionare positivamente le masse verso un prodotto o una cantina, allora quel cacciatore di talenti enologici ha davvero qualcosa di speciale da comunicare e merita davvero di farlo.

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