Cresce il reddito medio ma aumenta la povertà

Ed ora è arrivata l’ufficialità. Quello che poteva apparire una sensazione negativa sì è rivelata una tragica realtà.

di Lamberto Colla Parma 10 dicembre 2017

Come spesso abbiamo ricordato da queste colonne, la ripresa italiana, oltre che minimale è pure mal distribuita.

Tutti gli interventi straordinari sono stati orientati a salvare le banche e tutto il sistema bancario, con la vana promessa che quest’ultimo avrebbe ribaltato le agevolazioni sul sistema produttivo e quindi sul lavoro.   

Niente di tutto ciò.

Il piccolo o grande aiuto è giunto prevalentemente da fattori congiunturali esterni, come il costo dell’energia (petrolio) e il QE (Quantitative Easing) messo in campo dalla BCE di Mario Draghi.

Ed ora è arrivata l’ufficialità. Quello che poteva apparire una sensazione negativa sì è rivelata una tragica realtà.

L’ISTAT ha infatti rilevato che nel 2015 le famiglie italiane hanno beneficiato di una «significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d’acquisto». I dati diffusi dall’Istat dicono che il reddito netto medio annuo per famiglia (i dati fanno riferimento al 2016) è pari a 29.988 euro.  La crescita è risultata più marcata per il quinto più ricco della popolazione, concentrata nella fascia alta dei redditi da lavoro autonomo.

Da ciò ne consegue che il rapporto tra il reddito del 20% più ricco e il reddito del 20% più povero è aumentato: da 5,8 a 6,3 volte.

Ne consegue quindi che si è ampliata la fascia della popolazione a rischio di povertà e di esclusione sociale che è stimata al 30% (esattamente 18.136.663).

Una situazione particolarmente grave, percepibile quotidianamente ma che l’ISTAT ha certificato e che ha spinto, ancora una volta, il Presidente Mattarella a invocare decise azioni di governo.   “Creare lavoro è una priorità a tutti i livelli di governo. Occorre continuamente rafforzarne i presupposti e le condizioni normative, fiscali e sociali”. Così infatti si è espresso il Presidente in occasione del discorso di  consegna delle medaglie ai neo Cavalieri del lavoro, lo scorso 30 novembre.

“Questo periodo – ha sottolineato i capo dello Stato – registra una ripresa economica dai ritmi più sostenuti, in Italia e in Europa. Dobbiamo partire da qui”. Un invito a raccogliere le migliori condizioni per accelerare la ripresa e lo sviluppo, che dovrebbe andare di pari passo con il lavoro e le condizioni lavorative.

Chissà se il Governo, qualsiasi coalizione prenderà la guida del Paese, saprà o vorrà prendersi quest’impegno a favore dei propri cittadini più deboli e non solo dei propri sponsor e sostenitori più forti (leggi lobbisti)!

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