Regali di Natale.

I regali d’opportunità, quelli dimenticati e l’inutile polemica sulla più grande azienda produttrice di bioplastiche e la sua leader.

di Lamberto Colla Parma 7 gennaio 2018 –

Non c’è che dire, la campagna elettorale è iniziata nel peggiore dei modi, all’insegna del politicamente scorretto come da tradizione italica.

Sui “social” si è scatenata l’inutile campagna vessatoria contro la Novamont, azienda leader nella produzione di bioplastiche, per il presunto “favore” ricevuto dal Governo che avrebbe disposto l’obbligo di fare pagare i sacchetti monouso della verdura. 2 centesimi, per un totale stimato annuale pari a circa 15-20 euro di maggiori costi per i consumatori.

Un putiferio mediatico condito da una intollerante     acrimonia indirizzata contro Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, rea di avere partecipato alla seconda Leopolda renziana.

Un favore, non favore, posto che la leadership nel settore la Novamont e la sua capace manager, se la è meritata grazie al coraggio di investire, in tempi non sospetti, in nuove tecnologie in un mercato che ancora “acerbo”, l’obbligo di utilizzo dei sacchetti, usa e getta, per i prodotti freschi è una norma di igiene e sicurezza indiscutibile.

Falsità. Non è vero che ci sarà un maggior costo ma questo sarà solo messo in evidenza sullo scontrino. Qualcuno forse credeva che in precedenza le borsine e i sacchetti fosse un costo a carico dei supermercati?

Infine il ridicolo. Ecco quindi che l’indignazione popolare, scatenata sui social, arriva alla protesta estrema: etichettare una per una le arance, le banane o gli altri prodotti acquistati al supermercato.

Un piatto ghiotto per gli hater che accolgono l’invito e diventano così paladini stupidi di una protesta inutile che offusca e nasconde i veri problemi e i veri regali di Natale di questa legislatura imposta.

Il popolo degli Hater però, stranamente, non si indigna per i rincari delle autostrade e degli altri balzelli programmati che porteranno a un incremento di costi di quasi 1.000€ a famiglia.

Vogliamo parlare, ad esempio, del rinnovo del contratto del pubblico impiego? Un sacrosanto provvedimento, peraltro tardivo, che poteva essere attuato già da almeno mezzo lustro.

Non è che per caso il contratto sia stato rinnovato strategicamente all’ultimo giorno della legislatura per farlo rendere efficace a fine febbraio (a solo 4 giorni dalle elezioni) per ricordare all’elettorato interessato di mettere una “crocetta” di riconoscimento sul simbolo del PD il 4 marzo?.

A una mossa così politicamente scorretta non voglio proprio credere.

Sulla questione del politicamente corretto, una frecciatina se la merita anche il Presidente Mattarella e il suo discorso di fine anno. Breve, privo di contenuti politici forti e con una dimenticanza che, da emiliano, mi  ha ferito.

Nell’elenco delle popolazioni colpite da eventi catastrofici ha dimenticato di ricordare le zone emiliane alluvionate solo 15 giorni prima, ricordando invece il terremoto di Ischia dove la gran parte dei danni è stato accertato fosse a causa di abusi edilizi. La stessa dimora che ospitava l’eroico Ciro (11 anni) e i fratellini Mattia (8 anni) e Pasquale (7 mesi), solo per un la caparbia determinazione e professionalità degli uomini del soccorso e il sangue freddo del giovanissimo Ciro, aveva due piani abusivi.

Così, tra regalie, vere o presunte, haters, scorrettezze varie e dimenticanze più o meno strategiche anche questa, per fortuna breve, campagna elettorale è entrata nel vivo.

Che il 4 marzo vinca il meno peggio o che un miracolo ci assista.

(per restare informati – editoriali )

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