Cereali e dintorni. Persiste la fase di stabilità. Domani i dati USDA.

E’ ancora il super-euro a tenere banco. In attesa della pubblicazione dei dati USDA di domani, leggeri aumenti si registrano in forza dell’incremento del petrolio.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 11 gennaio 2018

Il mercato continua ancora nella sua fase di stabilità, in attesa dell’Usda di domani, ma all’origine stanno rincarando i così detti “premi” spinti dal rialzo delle quotazioni del petrolio.

I fondi sono corti su varie posizioni, le previsioni meteo restano favorevoli, gli stock sono stabili, il mercato sembra non aver motivo per salire. Però l’Usda, come spesso accade, può portare sorprese. Le chiusure di ieri sera hanno espresso un quadro di tranquillità:

SEMI  gen 947 (-8,6) mar 955 (-8,6) mag 966 (-8,4) lug 975,2 (-8,4)

FARINA  gen 312,9 (-1,6) mar 316,4 (-1,8) mag 319,4 (-1,7) lug 321,9 (-1,9)

OLIO  gen 33,29 (-0,26) mar 33,45 (-0,25) mag 33,60 (-0,26) lug 33,78 (-0,26)

CORN  mar 349 (0) mag 357 (-0,2) lug 365 (-0,4)

GRANO  mar 434,2 (+2) mag 447,6 (+2,4) lug 460,4 (+3)

Sul mercato interno poco da segnalare. E’ iniziata la fase di ridimensionamento dei cruscami di grano mentre continua a tenere il mercato delle fibre, foraggi, bucce di soya, polpe, tiene anche il girasole, sia proteico che non e il comparto farina di soya, come preannunciato, registra degli aumenti disgiunti da quanto succede sul mercato di Chicago. E’ molto probabile infatti che si sia nella fase di passaggio  in quanto da un lungo di fisicità ad un probabile corto di fisicità sui porti.  Ancora stabili il mais e il grano tenero, alcune tensioni registrate per il grano duro e l’orzo. Da segnalare che nel comparto  cerealicolo si registra una maggior spinta alla vendita proveniente dalla Francia che, presumibilmente, andrà a consolidarsi nelle prossime settimane.

Pochi prezzi in circolazione ma nel frattempo si segnala:

farina di soya 44 ieri quotava intorno ai 316-320 euro e la proteica 326-330, la convenzionale ogm free 44% a 394.

Sul 2019 si acquistava la far soya proteica a 317 euro mentre la 44 si ipotizzava un 309-310.

Persiste ancora la tensione sulla logistica, almeno sino aalla fine della prima quindicina del mese.

Il mercato delle bioenergie continua la sua ormai vana ricerca di mais aflatossinato. Gli operatori sono alla ricerca di alternative: Farinetta di mais, cascami di riso e altri vari sottoprodotti e spezzati di mais di varia qualità.

Indicatori internazionali 11 gennaio 2018
l’Indice dei noli è rimasto fermo a 1.366 punti, il petrolio ruota attorno 63,5$ e l’indice di cambio segna 1,19454.

(resta sempre informato sull’argomento consultando la nostra sezione Agroalimentare)

 

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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

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