Cereali e dintorni. La soia sembra prendere il volo.

Quinto aumento consecutivo per i proteici.  Il “Super Euro” continua a essere protagonista della Borsa. Meteo instabile in Argentina.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 23 gennaio 2018

E LA SOYA SEMBRA ANDARE…

Purtroppo o per fortuna, nonostante lo scetticismo generale il mercato, nel comparto dei proteici, sta continuando il suo Rally inanellando il quinto aumento consecutivo:

SEMI  mar 977,2 (+4,2) mag 988,4 (+4,2) lug 998,2 (+4,2)

FARINA  mar 331,6 (+3,2) mag 335,1 (+3,1) lug 337,6 (+2,9)

e il telematico, nel pomeriggio di ieri, è ancora in territorio positivo con il seme da + 6 a + 7 punti e la farina da 2 a 3,90 dollari la tonnellata corta.

Motivi: i dati dell’Usda e il meteo ondivago in Argentina, oltre ovviamente a un poco di voglia di speculazione  e operazioni in difesa per la perdita di valore del Dollaro. Un  mix di condizioni che tende a consolidarsi con il passare dei giorni.

Ieri, sul mercato interno le farine di soya quotavano per il gennaio marzo 330-340 euro (normale e proteica) mentre maggio-giugno 323-332, il luglio dicembre 316-325 partenza Venezia. il 2019 lo si calcola base i premi 318. Mentre a Ravenna il caricabile quota 338 euro maggio giugno, 332 luglio dicembre 323 e il 2019 321 (comunque quotazioni molto instabili).

La far soya convenzionale ogm fre quota 400 per la 44 e 460 per la proteica.

Se il mercato dovesse tenere ancora qualche giorno entrerà in una fase “auto referenziante” quindi gli aumenti potrebbero essere stabili e anche più sensibili.

Quindi proteici decisamente più cari, i cereali cedenti, i cruscami sono in ridimensionamento ma cominciano a circolare notizie di esportazione  quindi i valori potrebbero essere già arrivati al punto di svolta. I fibrosi sempre più “stellari” belli o brutti che siano e quindi anche questi indirettamente sosterranno i cruscami oggi trattati sul febbraio giugno intorno ai 123 euro arrivo in farina e 5-7 euro in più in pellets. Mercato anomalo per il mais 103 sino a 20 ppb che risulta essere più difeso di quello 5-4000.

Per il comparto bioenergetico poco da segnalare se non l’abilità di cogliere il momento più propizio per l’acquisto  dei cruscami, i cereali tossinati sono praticamente introvabili, mentre sono reperibili farinette e spezzati e farine di mais ricostruite.

Indicatori internazionali 23 gennaio 2018
l’Indice dei noli è sceso a 1.225 punti, il petrolio ruota attorno 63,5$ e l’indice di cambio segna 1,22559.

(resta sempre informato sull’argomento consultando la nostra sezione Agroalimentare)

 

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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

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