Cereali e dintorni. Mercati di difficile interpretazione.

Le oscillazioni dell’indice valutario stanno vanificando i vantaggi derivanti dai cali di certe materie prime a seguito del miglioramento delle condizioni meteo in Argentina.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 06 febbraio 2018

Come sempre le sorprese non tardano a arrivare. Il miglioramento delle previsioni meteo in Argentina sta portando in calo il mercato da tre sedute consecutive, i fondi hanno di nuovo ripristinato le loro posizioni di corto, vendendo quanto la settimana scorsa avevano messo in posizione di copertura.

A questo aggiungiamo quanto da ieri accade sulle piazze finanziarie dovute al forte calo di Wall Street, quasi il 5%, seguito al calo di venerdì del 2,50%. Una situazione che ha innescato le flessioni negative nelle borse Asiatiche e infine Europee.

Le materie prime come reagiranno? La finanza dove si sposterà? Una risposta potrebbe giungere dall’Usda del prossimo 8 febbraio.

Il telematico di stamane aveva un andamento misto, e i giochi dei fondi sono difficilmente interpretabili con quanto sta succedendo nella Finanza. Di merce non ne manca e i consumi mondiali sono sufficientemente stabili.

Ieri sul mercato interno le farine di soya quotavano per il gennaio marzo 318-328 euro (normale e proteica) mentre maggio-giugno quota 318-327, il luglio dicembre 309-318 partenza Venezia. Il 2019 lo si calcola base i premi 314. Mentre a Ravenna il caricabile quota 326 per la normale e 332 per la proteica, sino a marzo, l’aprile 331, maggio giugno 329, luglio dicembre 321 e il 2019 314 (comunque quotazioni molto instabili)

La farina di soya convenzionale ogm free quotava 390 per la 44 e 453 per la proteica.

Le chiusure ieri sera sono state pesanti, ma l’effetto del rafforzamento del Dollaro sull’Euro sta assorbendo una parte di queste.

SEMI mar 969,6 (-9) mag 981,2 (-9) lug 991,2 (-8,4)

FARINA mar 327 (-4,4) mag 331 (-4,4) lug 333,3 (-4,8)

OLIO mar 32,5 (-0,01) mag 32,71 (0) lug 32,92 (0)

CORN mar 358,6 (-2,6) mag 366,4 (-3) lug 374,2 (-3)

GRANO mar 440,2 (-6,4) mag 452,4 (-7,2) lug 467 (-6,4)

Oggi vedremo come reagirà il mercato fisico-commerciale. I proteici meno cari, i cereali cedenti, i cruscami che cominciano a rincarare, i fibrosi sempre “stellari” – belli o brutti che siano -. Una situazione che si  suppone si protrarrà sino ad aprile, maggio. Anche le polpe di bietola 190 euro partenza, le bucce di soya 200 euro partenza, mantengono valori inusuali. Diversi consumatori hanno fatto ricorso a prodotti fibrosi diversi, quali la farina di girasole bassa di proteine, a paglia pellet e a foraggi vari in pellet.

Per il comparto bioenergie poco da segnalare se non una anomala e momentanea superiore disponibilità di farinetta di mais. Continuano ad essere reperibili i cruscami di grano anche se più cari, spezzati e farine di mais ricostruite, cascami di riso, bucce di cacao, mentre i cereali tossinati sono ormai introvabili.

Momento di mercato non facile, la stabilità di alcuni comparti, specie quello cerealicolo, fa sì che gli scambi vivano alla giornata.

Indicatori internazionali 06 febbraio 2018
l’Indice dei noli è sceso sino a 1.082 punti, il petrolio flette attorno 64$/bar. e l’indice di cambio €/$ segna 1,24175 ma era salito anche a 1,25 e poi in calo a 1,23.

*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

http://www.andalini.it/it/

 

Torna su