Dall’idea al brevetto per invenzione: il valore della proprietà intellettuale

L’idea è un bagliore, è circostanza discreta con l’intuito. Tutte le persone hanno delle idee, molte le trattengono per sé senza investire sulla opportunità di

tradurle in un brevetto, altre invece credono nell’idea e avanzano per passare «dal dire al fare» per non rimanere ostaggio dei propri pensieri.

La prima azione che ne consegue è la «motivazione al fare.» Dopo aver sondato l’ambiente circostante alla ricerca di elementi, convincenti o dissuadenti, ne consegue la decisione di avanzare nei propri propositi per riflettere sulla necessità di disporre di altre testimonianze utili allo scopo, all’apparenza risultare superflui, ma una volta rivisti, essere fondamentali per conferire dignità all’idea.

Se l’idea si colloca oltre l’analisi condotta la matita diventa il testimone oculare principale in grado di riprodurre su un foglio di carta tutto ciò che la mente conservava gelosamente dentro si sé e che ora desidera apparire al mondo in tutta la sua maestosità.

Un segno grafico per riprodurre l’idea donando al tratto grafico l’energia necessaria perché possa prendere forma ed essere realizzata in conformità dell’immagine idealizzata. La bozza è la prima espressione visiva dell’idea che porta la mente a riflettere sul grado di adesione tra il pensiero e la realtà continuamente sottoposta a validazione per condurre la forma all’idea iniziale. La mente è sottoposta ad un duro lavoro alla ricerca di una o più soluzioni che possano confluire nella possibilità di essere tradotta in pratica.

«Il talento delle persone è nella capacità di vedere l’idea tradotta nella realtà.» Si lavora sul prototipo, dove la materia incontra l’idea e prende forma: «ogni blocco di pietra ha una sua statua dentro ed è compito dello scultore scoprirla.», disse Michelangelo, e ancora: «occorre togliere il marmo in eccesso.»

Il tempo arrotonda le linee e gli angoli vengono smussati. La realtà è lontana, il cerchio è aperto. La soluzione è nell’aria ed è frutto di un incontro, con le persone, con l’osservazione particolareggiata dell’ambiente, non solo, è «circostanza discreta con l’intuito» che avviene in un momento del tempo quando tutto sembra svanire e la mente si abbandona di slancio a se stessa.

In quel momento preciso tutto accade. Per insight, per illuminazione. Ciò che sembrava irrimediabilmente perso ecco che ritorna alla luce ricombinando tutti i fili del reticolo con il quale dare forma alla materia che ancora vive dei richiami dell’idea, dalla quale non si è ancora distaccata. Un cordone ombelicale per mantenersi in vita e godere del dono della reciprocità.

La bozza diventa progetto e oggetto della realtà, «fatto ad arte.» Il mondo osserva con attenzione le idee ritrovando in loro «il futuro» in grado di generare ogni tipo di prosperità, sociale, economica e culturale.

Le idee devono essere tutelate essendo un patrimonio inestimabile non solo personale ma per il valore che conserva a vantaggio di una intera nazione e per i riverberi che può mettere in campo dai riscontri sconosciuti.

Il brevetto protegge l’idea e rivendica la paternità all’autore definendo l’unicità del suo genere. La descrizione particolareggiata di ogni singolo dettaglio che caratterizza il brevetto, che ha origine nella sua dimensione più intima fino a raggiungere la dimensione conclusiva, si chiama: rivendicazioni.

Di cosa si tratta? Le rivendicazioni definiscono le caratteristiche di come l’idea deve essere realizzata in ogni minimo dettaglio avendo cura di dare sequenzialità alle singole fasi procedurali con le quali si andrà a realizzare in forma concreta il brevetto. Ogni singolo punto deve richiamare il precedente ed essere ripreso nel successivo per evitare che altri possano individuare pertugi nei quali fare leva per realizzare altri brevetti equivalenti o individuare situazioni di plagio. È la parte più difficile, ma una volta redatta consente di mantenere intatta l’unicità dell’idea conferendogli il valore intellettuale propria dell’idea.

L’idea è ora un brevetto. Portiamolo alla luce conferendogli valore e dignità e quella luminosità che si aspettava di ricevere quando quel bagliore improvviso raggiunse l’uomo in un momento del tempo avvolto, forse, nella sua stessa oscurità.

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