Cereali e dintorni. I fondi spingono al rialzo.

All’orizzonte continua ad esserci la difficile interpretazione, dell’imminente futuro a causa della guerra dei dazi, che vedrebbe la Cina interessarsi a

merci Ucraine. Sempre attiva l’incertezza sui cambi.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 15 febbraio 2018
La tendenza rialzista dettata dai fondi continua, questi sono supportati da più motivi: maggior liquidità passata dalle borse valori alle commodities, il meteo e i timori per il raccolto in Argentina, dove si stimano 4 milioni di tonnellate in meno, (anche se una parte recuperate dal Brasile e Paraguay), il fatto che lunedì negli Usa sarà giorno di festa, il mercato entra in stato di protezione.

SEMI mar 1017,2 (+5,4) mag 1027,6 (+5,4) lug 1037,4 (+5,4)
FARINA mar 369,9 (+4,7) mag 371,8 (+5,1) lug 369,5 (+3,5)
OLIO mar 31,80 (+0,23) mag 32,02 (+0,23) lug 32,12 (+0,22)
CORN mar 367,2 (+0,4) mag 374,6 (+0,4) lug 382,4 (+0,4)
GRANO mar 455,6 (-5) mag 469,2 (-4,4) lug 483,6 (-3,6)

Ma all’orizzonte continua ad esserci la difficile interpretazione dell’imminente futuro a causa della guerra dei dazi, che vedrebbe la Cina interessarsi a merci Ucraine e se ciò dovesse accadere le ripercussioni verrebbero registrate anche sui mercati domestici.

Il mercato del fisico per il momento sta reagendo sui semi di soya e farina con altri rincari. A preoccupare è il fatto che alcuni importatori, nell’ultima settimana, si siano ricomprati delle posizioni a suo tempo vendute, così come siano tornati in essere gli storni per mancati ritiri di proteici a franchigia scaduta, a fronte di merce non finanziata.

Logicamente l’aumento della soya sta coinvolgendo gli altri principali proteici quali girasole alto e basso proteico, e farina di colza, distiller e altri medi proteici per i quali siamo a segnalare la disponibilità di alcuni autotreni di pan lino polacco in sacconi, così come della farina di girasole 32%-33% proteine da febbraio a giugno a 215 euro arrivo sfarinato e/o pellet.

La farina di soya proteica sul 2019 quota 327 euro partenza da porto di Ravenna, mentre sul 2018 il pronto caricabile a Venezia quota 366 per la normale e 377 per la proteica.

Il differenziale fra soya OGM e quella convenzionale si è nel frattempo ridotto a 58 euro. (il record era stato 115 euro); oggi quota 424 partenza stabilimento di produzione.

Il mercato dei cereali continua a essere abbastanza stabile. Maggiore fermezza si registra sul mais, sui mesi futuri, per i possibili variati scenari geo-commerciali. Il mercato dei cruscami dà segni di ripresa mentre i fibrosi sono sempre ben tenuti.

Per il mercato delle bioenergie nulla più da segnalare. E’ svanito il momento di approvvigionamenti di cruscami anche se sono offerti caffè in grani e bucce da tostatura del caffè, spezzati di mais e farinette, e farine ricostruite.

Indicatori internazionali 15 febbraio 2018


l’Indice dei noli è sceso sino a 1095 punti, il petrolio flette attorno 61,5$/bar. e l’indice di cambio €/$ segna 1,24901 appesantendo gli acquisti sui mercati delle materie prime.

 

 

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore. 

Officina Commerciale Commodities srl – Milano.

http://www.andalini.it/it/

 

Torna su