Il talento invisibile di una giovane studentessa

di Guido Zaccarelli Mirandola 4 marzo 2018 – Anna è un nome di fantasia, come tante giovani ragazze che il sabato sera dedicano il proprio tempo al lavoro andando controcorrente rispetto ai casi che la cronaca mette in evidenza ogni giorno negando all’impegno e alla volontà di ricevere la luce del giorno.

Gli incontri nascono per caso e come tali lontani dall’essere previsti dalla mente umana se non per l’insieme di combinazioni che la vita mette ogni giorno davanti agli individui quando sono in cammino sulla strada disegnata dal proprio destino. Una serata dedicata allo svago vissuta con la famiglia in un locale fuori le mura domestiche, ha avuto il pregio di osservare il valore dei nostri giovani, confermando ancora una volta che il nostro paese, come altri, è vivo grazie al loro senso del dovere con il quale si rimboccano le maniche e lavorano sodo, pur impegnati in ambiti scolastici.

Si preoccupano del loro futuro e sapendo delle difficoltà presenti, che potranno incontrare una volta usciti dalla scuola, conducono una vita fondata sul sacrificio, condizione fondamentale per eccellere un domani nei campi dove mettere a frutto le proprie competenze. Il menù viene servito con stile, con eleganza e simpatia.

Nasce un dialogo e una domanda spontanea, vista la giovane età: che scuola frequenta?: « prossima alla laurea, già in stage formativo presso una importante azienda del territorio e serate come cameriera.»

Ecco questa è la carta d’identità di Anna, una giovane studentessa che come tante ha deciso di investire sul proprio futuro, consapevole che nella vita ci sono momenti da dedicare al sacrificio per accrescere il valore della propria identità, necessaria per affrontare con decisone il lavoro.

Le aziende moderne non attendono e chiedono immediatamente, a chi si presenta ai cancelli d’ingresso, di eccellere per rispondere tempestivamente alle richieste del mercato. Per questo motivo cercano profili in possesso di determinati standard professionali senza i quali l’assunzione è compromessa.

Non investono in formazione – affiancamento per gli elevati costi che questa presenta nell’immediato senza un ritorno sicuro nel tempo.

Questo cosa comporta?«le persone, una volta immerse nell’acqua dell’azienda, devono sapere nuotare, bene e velocemente.» Le marginalità sono ridotte.

La differenza, è il fattore tempo, sempre più compresso che non concede spazio. Le persone devono dedicare il loro tempo e i loro denari all’auto-formazione nella speranza di non sentirsi dire al prossimo colloquio: avanti il prossimo. Attenzione ai giovani e a non farsi distrarre dall’apparenza. Molto spesso dietro ci sono talenti che non vengono riconosciuti da una parte della società che li vede lontani dalla realtà.

Dobbiamo avere la forza di credere in loro, soprattutto in tutte le Anne che incontriamo ogni giorno per strada e che portano dentro di sé il desidero di un futuro migliore.

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