La motivazione, volano di positività

La motivazione: volano di positività. Partecipando ai corsi di formazione la parola motivazione viene più volte impiegata per predisporre le persone al cambiamento, inteso come qualcosa che una volta appreso, rende il comportamento stabile e duraturo nel tempo.

di Guido Zaccarelli Mirandola (MO) 11 marzo 2018 – La motivazione è una energia che parte dalla dimensione interiore della persona, che l’uomo concentra in un determinato momento del suo quotidiano, per spingere se stesso all’azione.

Guido Zaccarelli

La motivazione può agire su differenti livelli e avere diverse finalità. Se avvolta di buoni propositi, volti al benessere personale e sociale, si trasforma in un volano di positività che messa in campo orienta il cammino dell’uomo verso il bene comune. La motivazione spinge l’uomo al fare ordinato che diventa Arte per pennellare di colore giornate rese cupe dal grigiore del disagio.

Vivere l’esperienza comune della motivazione positiva insieme ad altre persone positive, rende l’aria pregna di energia e ogni molecola densa di significati emozionali che inalati raggiungono rapidamente l’anima. Un soffio di vento invisibile che si appoggia come una piuma sulla spalla per cercare di dare un senso compiuto all’uomo di vivere l’esistenza positiva dell’essere.

Nasce il coinvolgimento la cui radice latina ci porta a vivere insieme l’esperienza unica dell’abbraccio e, nella circostanza, vivere l’ascolto condiviso con gli altri in un luogo comune. Entrare nei bisogni dell’altro significa spalancare una porta aperta dove i sentimenti e le emozioni sono appoggiati sul davanzale della finestra affacciati di buon mattino a ricevere la luce e il calore del giorno.

Ecco che si arriva alla radice: i bisogni radicali che come afferma la filosofa ungherese Agnes Heller, secondo la sua opinione innovativa, riguardano l’amicizia, l’amore e l’introspezione. È straordinario vivere una esperienza comune, in un luogo comune, spinti da una motivazione comune dove persone si ritrovano insieme per raggiungere un obiettivo comune: la gioia del vivere che il tempo ha disposto a dimora comune. La persona si confronta con la propria identità, parla a se stessa, dice di sé, si rivolge agli altri.

Non pesa l’impegno e nemmeno lo sforzo. S’impegna alimentando il confronto, per dare il meglio di sé, evitando lo scontro che separa senza unire. In quel momento capisce che il suo agire può contribuire al bene della comunità essendo un membro attivo di un gruppo coeso. In quel preciso istante ritorna il passato e la storia ridisegna il valore della comunità dove l’uomo ha sempre vissuto la condivisione prima della dominazione rendendolo schiavo delle sua stessa ombra.

Il benessere che si crea nella sfera soggettiva si riflette in ogni aspetto della vita quotidiana. Secondo Baker «è il miglior modo per impostare un nuovo paradigma dell’etica rivolto a dare un nuovo volto all’umanità.»

Si apre agli altri. Ecco, la motivazione di cui si deve parlare ai corsi di formazione: trasmettere quelle emozioni che nella fase conclusiva fanno scendere una lacrima di gioia, non per quello che hai dato ma per quello che hai ricevuto e vissuto, in un momento del tempo fatto apposta per te, dove infondere energia positiva al coraggio del fare per raggiungere un infinito indistinto: il bene della tua comunità. Randolph Frederick Pausch, professore di informatica e di interazione uomo-computer statunitense scomparso in giovane età, nella sua ultima lezione disse: «non impegnare la tua vita per inseguire i tuoi sogni, vivi la tua vita adeguatamente e i sogni verranno da te… saranno i risultati che verranno da te.»

Bibliografia: Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro. Guido Zaccarelli, Franco Angeli Editore.

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