Con le fette di prosciutto sugli occhi? Commissariati i certificatori del “Parma” e del “San Daniele”

Il Mipaaf sospende per sei mesi gli enti certificatori del “Parma” e del “San Daniele”. Alcuni produttori infrangevano le regole dei ferrei disciplinari DOP utilizzando  i più “performanti” maiali danesi per le pregiate produzioni DOP.

di Virgilio – Parma 23 aprile 2018 – A seguito delle indagini della Procura di Torino, che aveva messo in evidenza la non conformità di numerosi maiali al disciplinare del Prosciutto di Parma e del San Daniele, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAAF) ha provveduto a Sospendere gli enti certificatori per 6 mesi.

L’Istituto Parma Qualità e l’Ifcq Certificazioni avrebbero dovuto “vigilare”  sulla correttezza delle produzioni DOP e quindi sul rispetto dei disciplinari di produzione ma questa macroscopica “infrazione” deve essere sfuggita.

Dopo un anno di indagine, all’inizio dell’anno, la Procura torinese  ha  messo sotto pressione un centinaio di aziende con le pesanti accuse di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, falso, contraffazione dei marchi e truffa ai danni dell’Unione europea.                                                                                               I produttori , dal canto loro, si difendono sostenendo che il mercato apprezza molto di più quella carne, più magra.

Il Direttore di ASSICA, Davide Calderone,  come riportato dall’ANSA, si è precipitato a sottolineare come non ci sia “nessun tipo di aspetto rilevante per quanto riguarda la sicurezza alimentare”.

In breve sintesi agli allevatori viene contestato l’utilizzo di verri non ammessi nel disciplinare, agli ingrassatori di vendere suinetti pronti per il macello prima del tempo imposto dal disciplinare di produzione, ai macelli di non rispettare il peso dei suinetti secondo disposizioni del disciplinare di produzione del dop e ai produttori di non fare i controlli previsti sulla qualità dei maiali.

A fronte di tutto ciò il MIPAAF ha quindi disposto la sospensione, a partire dal 1 maggio e per la durata di 6 mesi, degli enti di certificazione i quali però, di fatto, continueranno a operare con l’obbligo di rimuovere le cause che hanno portato al provvedimento, anche tramite “la verifica del tipo genetico dei verri” e “della corretta esecuzione delle operazioni di classificazione delle carcasse”.

Insomma, una sospensione che si configura più come un “commissariamento” delle strutture di certificazione anche perché, secondo l’art. 2 del provvedimento di sospensione delle autorizzazioni del Mipaaf, “Durante il periodo di sospensione di cui all’art. 1, IPQ Istituto Parma Qualità è tenuto a comunicare all’ICQRF (Ufficio PREF II dell’Amministrazione Centrale e Ufficio territoriale ICQRF Emilia Romagna e Marche) con cadenza quindicinale, il programma di visite ispettive ed a trasmettere tutti i rapporti di verifica ispettiva, il programma di campionamento e i relativi verbali, le convocazioni del Comitato di certificazione e i relativi verbali di seduta, le convocazioni del Comitato ricorsi e i relativi verbali di seduta, le eventuali convocazioni del CSI e i relativi verbali di seduta, nonché ogni altra informazione richiesta dall’Amministrazione. L’ICQRF effettuerà visite ispettive presso la sede di IPQ Istituto Parma Qualità ed affiancamenti, anche senza preavviso, al fine di verificare la corretta realizzazione delle misure correttive previste nel presente provvedimento.“

Se tutto scorrerà nel modo migliore, alla fine si procederà al rinnovo delle cariche degli organismi di controllo.

Come avrebbe commentato il celebre e storico direttore del TG4?: “Ma che figura di M….”

(per scaricare il decreto ministeriale: LINK)

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