Prestare attenzione alle risposte euristiche

di Guido Zaccarelli Mirandola 29 aprile 2018 – In psicologia sociale e cognitiva, le euristiche, sono scorciatoie cognitive che le persone adottano quando devono rispondere in fretta, senza troppo riflettere e pensare sul contesto.

Come si comportano?: richiamano a sé situazioni pregresse (positive, negative o neutre) alle quali associano la medesima situazione vissuta al momento limitando, o annullando, la successiva azione predittiva. Le persone non valutano tutte le possibili alternative e ogni pensiero, o comportamento, è limitato e insufficiente per completare lo spettro delle possibili soluzioni, nella ipotesi in cui si debba risolvere un problema o suggerire un’azione da compiere, condizionando in modo irreversibile il risultato finale.

Tutto questo assume contorni multifattoriali e può dipendere, dalla razionalità limitata dell’uomo, che non riesce ad elaborare nello stesso tempo tutte le possibili alternative e generare una risposta appropriata, e dalla volontà della persona di limitare l’accesso alla memoria di lavoro (working memory) per ridurre il consumo di energia fisica e mentale.

In altre circostante, il fattore tempo e l’interesse per il contesto sono altre condizioni nelle quali gli individui si possono trovare e, per evitare di rimanere in silenzio, offrono la loro opinione, o esprimono un giudizio, facendo ricorso alle euristiche. Le persone, innanzi alla complessità, devono scomporre il tutto in parti più piccole, in modo da governare la situazione, e generare un numero di alternative necessarie per ottenere una soluzione soddisfacente. Trovata, il cammino prosegue applicando il medesimo modello. Per Herbert Simon, economista, psicologo e informatico statunitense, l’euristica individua qualsiasi processo ritenuto conveniente al raggiungimento di una soluzione. La parola euristica significa: trovare qualcosa in modo intuitivo seguendo un metodo non rigoroso quando si vuole raggiungere brevemente e per approssimazione lo scopo. La parola euristica era associata in modo prevalente al metodo scientifico in relazione alla confutazione del dato e della ricerca in atto.

Successivamente la psicologia l’ha introdotta nello studio dei processi decisionali adottati dalle persone quando si trovano, in generale, davanti ad una scelta. La decisione che ne deriva è frutto delle euristiche. Diverse sono le euristiche che le persone adottano nel loro agire quotidiano: in questo articolo prenderemo in considerazione l’euristica della rappresentatività, della disponibilità, della simulazione e dell’ancoraggio e aggiustamento. L’euristica della rappresentatività si usa quando si deve stimare un evento dove le persone emettono un giudizio in modo rapido.

Esempio, Francesco è una persona che si impegna nel volontariato. È sempre disponibile. La sua immagine è sempre curata. Quale potrebbe essere la professione di Francesco? E’ molto probabile che Francesco sia un manager di una importante azienda e che l’impresa, per la quale lavora, abbia posto come propria mission il volontariato. Un giudizio espresso sulla similitudine è un grave errore nello stimare la probabilità che Francesco sia effettivamente un manager. Per rispondere in modo rigoroso occorrerebbe entrare in possesso di un indice campionario significativo in grado di esprimere tutte le persone che posseggono le caratteristiche di Francesco, il cui valore possa effettivamente rappresentare la risposta più opportuna.

L’euristica della disponibilità mette in evidenza la capacità delle persone di giudicare la frequenza di un evento e la probabilità con la quale questo può accadere. L’importante è il ricorso al ricordo e mostra l’abilità delle persone nel recuperare in modo facile le informazioni contenute nella memoria. Un esempio, potrebbe riferirsi allo studio a memoria e alla facilità con la quale ripetiamo cosa abbiamo memorizzato. L’euristica della simulazione è una variante dell’euristica della disponibilità ed esprime la facilità con la quale le persone riescono ad immaginare un ipotetico scenario futuro.

Gli individui simulano ipotetici situazioni future introducendo storie che si potrebbero realizzare in termini positivi, negativi o neutri. L’euristica dell’ancoraggio ed aggiustamento prende in considerazione la scelta effettuata dalle persone che inizia da un punto neutro, detto ancora, per proseguire con successivi aggiustamenti fino a giungere nel tempo allo scopo. Una pietra preziosa che la mano dell’uomo leviga ogni giorno per portarla al suo antico splendore. Le persone utilizzano questa euristica con riferimento all’ancoraggio quando il contesto non è in grado di fornire i dati di riferimento per un’analisi puntuale e l’individuo ricorre alle sue conoscenze per risolvere un determinato problema. Spesso viene utilizzato quando le persone devono esprimere un giudizio su un comportamento altrui espresso in base alle rispettive esperienze e conoscenze.

Come si può notare l’uso delle euristiche, se da un lato facilita il pensiero e l’azione delle persone dall’altro inserisce degli errori spesso irreversibili. Occorre fare molta attenzione nell’esprimere giudizi e suggerire azioni o comportamenti perché è forte l’influenza che si genera nell’altro condizionando il pensiero. L’attenzione va riposta anche nella fase di ascolto e nella capacità di filtrare il più possibili le informazioni ricevute per ridurre il condizionamento.

L’esercizio che si suggerisce di praticare, è di porsi sempre in una condizione neutra, meglio in terza persona, (significa osservare dall’esterno) evitando l’empatia e di nutrire di emozioni e sentimenti le risposte, per i possibili riflessi che possono nascere in futuro.

L’analisi del contesto e l’introduzione degli operatori di confronto, che comparano i dati variabili con un dato costante, consente di impostare un metodo replicabile nel tempo con continui aggiustamenti fino ad ottenere un modello che riduce al minimo la presenza dell’errore. Solo in questo modo i giudizi e le scelte che le persone compiono, pur senza allontanarsi dalle euristiche, sono in grado di elaborare pensieri, adottare comportamenti e caldeggiare giudizi che sostengono in modo positivo le scelte e l’azione umana.

 

Bibliografia: Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro. Guido Zaccarelli, Franco Angeli Editore

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) – La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) – Finestre di casa nostra (2013) – Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell’Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l’Università di Modena Reggio.

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